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artefiera 2017

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Arte Fiera Zoom

In occasione di Arte Fiera 2017 è partito un progetto autorale autonomo, curato da 12 studenti della prima e della seconda edizione del Master Iuav in Photograpy dell'Università di Venezia: "Arte Fiera Zoom".

Il cuore di questo progetto, autonomo e parallelo alla Fiera, è un reportage fotografico volto a raccontare da un originale punto di vista la 41esima edizione di Arte Fiera; il racconto, che non si avvale di parole ma di una serie di immagini, si concentra su un tema preciso per cogliere e narrare gli aspetti salienti della scena artistica contemporanea. Con una chiave di lettura artistica, i lettori di questo speciale racconto hanno davanti ai loro occhi la Fiera raccontata attraverso gli scatti degli studenti-autori.

L'intero reportage è stato ideato, seguito e coordinato da Andrea Pertoldeo, docente di fotografia dell'Univeristà Iuav di Venezia nonché tra i curatori della mostra “Genda, the Body as Packaging / il corpo come imballaggio”, uno dei progetti indipendenti di questa edizione della kermesse.

Alessandra Carosi, Alessia Cervini, Gaia Geraci, Silvia Guadagnin, Luca Incanella, Chiara Netto, Jacopo Nocentini, Giulia Oro, Flavia Rossi, Carlo Rusca, Maria Giulia Sofi, Jacopo Valentini sono i protagonisti di "Arte Fiera Zoom".

 

Alessia Cervini

Sunday working class

Il progetto consta di una serie di ritratti ambientati. Le persone riprese sono operatori che a vario titolo lavorano presso la Fiera e contribuiscono a mantenerla viva, ma che allo stesso tempo non hanno la stessa visibilità di artisti, curatori, espositori.

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Gaia Geraci

Le Fiere d’arte sono manifestazioni pubbliche e sociali il cui ruolo precipuo è quello di divulgare cultura, decifrare le tendenze nel mondo dell’arte ma allo stesso tempo di pubblicizzare opere e soddisfare le richieste di esperti di settore, collezionisti, giornalisti o anche solo - a volte - semplicemente curiosi.
In questo minuetto fra espositori e fruitori, si instaurano dinamiche che alterano lo spazio contemplativo fra uomo e opera d’arte, spesso allungandolo vertiginosamente sulle note di un brusìo costante.
Ho deciso di fotografare gli spazi in cui mi era possibile silenziare anche solo momentaneamente questo rumore per metabolizzare, nella discrezione inaspettata di questi angoli, la vastità di opere che i miei occhi avevano visto.

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Chiara Netto

Inside-our Artefiera

Lo spazio non è, “di per se”, una forma, ma produce forme nello strutturare i rapporti di interazione.
cit. da “Lo Spazio nella sociologia di Georg Simmel”
ARTEFIERA,
Uno spazio espositivo che prende vita e forma attraverso lo sguardo sensibile dei suoi fruitori.
In sé spazio, a priori, e come “attività dell’aniama”.
ARTEFIERA,
Un rapporto di interazione tra persone, opere e spazio che significa e si evolve dall’interno verso l’esterno passando per il centro.
Dal complessivo al particolare, dal personale al sociale.
Un processo di destrutturazione e ricostruizione spaziale in contrasti visivi di geometrie e linee.
La coincidenza di “punti di forza” e tensioni di geometrie fisse entrano in interconnessione visiva con il libero e continuo flusso dei visitatori della fiera in un rapporto spazio - tempo.
ARTEFIERA,
Uno spazio che “rende possibile” attraverso l’arte un nuovo sguardo sulla realtà.

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Flavia Rossi

Courtesy of the night

Arte fiera è un’eco che si propaga nella notte attraverso tutta la città di Bologna. Si trasforma in feste, cose luminose, bicchieri da svuotare, situazioni misteriose da seguire.

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Maria Giulia Sofi

Artefiera Flora e Artefiera Bomboniere 

Le brevi serie fotografiche nascono all’interno del panorama di Artefiera Bologna, in special 
modo attraversando quanto gli è di collaterale, di certo non sempre promotore di arte: per questo il passo è breve dagli stand delle gallerie a quelli degli snack, dalle librerie per l’editoria d’arte alle nuove frontiere del fumo. 
La “vegetazione” incontrata girovagando il prefabbricato della fiera si arrampica lungo un alto calice nero.

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Jacopo Valentini

With or Without Human Furniture

Etimologia: ← dal lat. tardo ferĭa(m) ‘giorno festivo’, perché le fiere avevano luogo nei giorni festivi.
L’etimologia della parola fiera è ben comprensibile ed il suo significato ci rimanda all’idea che risiede nel nostro immaginario, ovvero quello di una mostra-mercato che si svolge periodicamente in una determinata località.
L’aspetto più evidente che mi ha colpito è proprio quello dell’idea di festa, di un party capillare in realtà, ma con un evento sovrano che si erge maggiormente sopra tutti gli altri ed proprio quello che si svolge negli spazi di Arte Fiera.
Una cosa che da sempre mi ha interessato è vedere come sono i luoghi del divertimento quando sono svuotati dell’arredo umano, l’attesa, il riposo, la quiete, quali sono le reazioni e gli aspetti che maggiorente saltano all’occhio e come invece questi cambiano quando il protagonista principale, ovvero la moltitudine antropica, li riempie e li anima. Una fiera, in una maniera ben diversa da una mostra, o da una performance, o da un museo, tiene molto a mente come si veicola il genere umano ed anche cosa questo smuova.
Il lavoro si divide in 3 capitoli più un’opzione per il 4. L’attesa della festa, l’inizio della festa, il durante la festa e il dopo la festa (anche se non sempre esiste).
Cap 1: Waiting the Party
Cap 2: Vernissage
Cap 3: Maximum Party
Cap 4: After the Party (if it’s possible)

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