EIDOS IMMAGINI CONTEMPORANEE

erk14
ARCHEO
a cura di Raffaella A. Caruso

Eidos Immagini Contemporanee alterna la proposta di maestri storici a esposizioni (tradizionalmente prodotte in primavera) in cui presenta nuovi talenti dal linguaggio maturo e ormai in grado di confrontarsi con un pubblico internazionale. In ARCHEO (a cura di Raffaella A. Caruso) Erk14 espone in anteprima nazionale lavori in cui il suo classico bianco e nero è ora spezzato dal colore. Nelle precedenti personali il giovanissimo artista aveva abituato il suo pubblico a una visione del mondo dall’apparente semplificazione semantica di un magico rigore black and white. Ma nella netta divisione tra luce e buio della sua pittura si annidano invece un’infinità di toni di grigio, qui finalmente non più intuiti ma palesati da colori polverosi, assolutamente innaturali e onirici. Con un certo trasporto emotivo, ma anche con il disincanto di un occhio allenato dalle esperienze nel mondo della moda e del visual design, Erk14 attinge con maturo sincretismo alla tradizione neo-classica e a quella surrealista e metafisica. Ma il linguaggio principe è un pop che mischia oggetti di archeologia quotidiana: bottiglie e scale, aquiloni e nuvole, sedie e finestre aperte sul niente, sole e lampadine, tavoli e specchi, forbici e fiori, pattern eleganti da tappezzerie British decor. È un new-pop che assolutamente non tralascia la sua vocazione concettuale e i cui oggetti, ora isolati e stranianti, ripetitivi e ossessivi, ora mischiati a dialogare con l'impossibile, sono pronti a diventare icona di altro. A questa ascendenza concettuale Erk14 tiene molto, la dichiara in alcune tele condotte come rebus, la coniuga nell’accostare le “cose” a doppi sensi e calembour. Una pittura plastica, dalla forte ansia progettuale-installativa, una sorta di richiamo morale alla costruzione dell’oggi con quello che rimane.

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