STUDIO D'ARTE CAMPAIOLA

VERONICA MONTANINO. RAMI a cura di Maria Grazia Tolomeo, Casino Nobile di Villa Torlonia, Roma - Studio d’Arte Campaiola, Roma, 13 ottobre – 10 gennaio 2021. La dimensione site specific del progetto di Veronica Montanino per il Casino Nobile di Villa Torlonia a Roma prende avvio da una sfida alla dimensione del decorativo: in che modo un artista che usa il decorativo nel suo armamentario teorico e pratico riesce a sopravvivere in un luogo saturo in ogni centimetro di decorazione? Come è possibile fare un'arte ambientale dove tutto è ambientale? Filo conduttore degli interventi pensati dall'artista per il Casino Nobile di Villa Torlonia è il tema della metamorfosi, questione al centro della ricerca dell'artista, dedita alla pratica del remix e del camouflage, e richiamata dagli affreschi mitologici della villa che rimandano alle storie di Apuleio. La metamorfosi è il principio ordinatore della pratica con cui l'artista trasforma i materiali più disparati. Ma, prima ancora, c'è un intendere la decorazione stessa come metamorfosi, contaminazione, violazione di limiti e confini. Metamorfosi dell'artificiale in naturale e del naturale in artificiale, è quello che RAMI propone, condividendo i presupposti stessi alla base del Parco jappelliano, radicale commistione di natura e artificio. La dimensione dell'oscillare e dell'instabilità caratterizza la ricerca tutta di Veronica Montanino. L'impossibilità di rendere ferma una frontiera costitutivamente in movimento diviene specchio stesso dell'arte, in costante fluttuazione tra realtà e finzione, naturale e artificiale, dentro e fuori. Sebbene sia centrale nella serie di interventi dell'artista il richiamo alla natura, i rami intrecciati non sono un ready-made o un doveroso omaggio alla tradizione dell'Arte povera, ma oggetti da camera delle meraviglie, piante che a guardarle bene appaiono anche animali, “scherzi di natura” che servono al pensiero per vedere e rivedere le categorie attraverso le quali classificare il mondo.

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