1/9UNOSUNOVE

A Winter Window
Augustin Rebetez
A cura di Adelina von Fürstenberg
Dicembre 2019 – Febbraio 2020

Le installazioni di Augustin Rebetez (Delémont, Svizzera, 1986), attraverso vari processi creativi e la loro messa in scena tra reale, simbolico e immaginario, consentono l'emergere dell'opera d'arte con uno scopo ben preciso: sviluppare una rappresentazione attraverso una narrazione e una trama, suscettibili di creare relazioni tra l'individuo e il collettivo, tra l'architettura dello spazio e la percezione dinamica dello spettatore. In A Winter Window, prima mostra personale a Roma per il giovane artista svizzero, i lavori esposti colpiscono in primo luogo per la varietà dei linguaggi artistici utilizzati (fotografie, sculture, dipinti e video animazioni) che Rebetez utilizza per raccontarci la sua visione della condizione umana. Le sue creazioni sono composte da oggetti disfunzionali, esseri umani senza sesso e animali fantastici, atmosfere magiche ed inquietanti allo stesso tempo, che attivano l’immaginazione dello spettatore e capovolgono la visione tradizionale della realtà. Obiettivo raggiunto sia attraverso lavori più poetici e sensibili, sia attraverso opere più scure e dinamiche, tutte presenti nel percorso espositivo, adattato al particolare spazio architettonico della Galleria 1/9unosunove.

A Winter Window
Augustin Rebetez
Curated by Adelina von Fürstenberg
December 2019 – February 2020

The installations by Augustin Rebetez (Delémont, Switzerland, 1986) – through various creative processes and their staging between real, symbolic and imaginary – allow the emergence of the artwork with a specific purpose: to develop a representation through a narrative and a plot, likely to create a relationship between the individual and the collective, between the architecture of space and the dynamic perception of the viewer. In A Winter Window, the young Swiss artist’s first solo show in Rome, the works exhibited strike firstly for the variety of the artistic languages used: photos, sculptures, paintings, and video animations, that Rebetez uses to describe his vision of the human condition. His works are compose with dysfunctional objects, humans without gender and fantastic animals, magical and disturbing atmospheres at the same time that activate the imagination of the viewer and overturn the traditional vision of the reality. This aim is achieved both with poetic and sensible, dark and dynamic works, all present in the exhibition path, adapted to the particular architectural space of 1/9unosunove Gallery.

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