WHITE NOISE

La struttura di contenimento è un sistema per arginare una costruzione o un fenomeno, per rendere controllabile qualcosa che altrimenti sarebbe instabile e sfuggente. Questi esoscheletri delimitano uno spazio e un tempo, cingono quello che è al loro interno come delle corazze in grado di proteggere il dentro dal fuori e viceversa. La ricerca di Mar Hernandez e quella di Lisa Sebestikova sono incentrate sullo studio dello spazio come calco della memoria. Mar Hernandez aggiunge tracce in stanze apparentemente vuote e Lisa Sebestikova crea vuoti artificiali dentro ambienti saturi. 

Mar Hernandez (Madrid, ES, 1984) presenta una serie di lavori inediti. Attraverso un delicato tratto di matita l’artista aggiunge elementi di arredo a fotografie di costruzioni abbandonate. Spesso non esiste alcuna correlazione reale fra questi luoghi e quello che vi è proiettato; le storie che queste opere raccontano sono sempre plausibili e mai reali. Mai come in questo momento l’idea di ambiente domestico come struttura di contenimento è universale e condivisa, ed è proprio ora che la ricerca dell’artista, dove lo spazio è custode e testimone unico della nostra quotidianità, rivela tutta la sua forza. 

Lisa Sebestikova (Enschede, NL, 1988), alla sua prima mostra in Italia, ha concepito i lavori esposti dopo la sua prima visita a Roma. Il risultato è nato dal confronto fra la storia umana e architettonica della città e la sua pratica artistica basata sull’analisi del paesaggio, dei suoi elementi, della loro cancellazione. Le sculture presentate nella mostra nascono dalla fascinazione per la pietra, materia su cui si fonda la città di Roma. Le forme fluttuanti in alluminio sono una reminiscenza delle armature che cingono le parti più fragili dei monumenti. Lisa Sebestikova stravolge queste strutture privandole del loro scopo di trazione e contenimento, trasformandone la natura: l’armatura diventa un corpo molle e ciò che è nato per sostenere diventa a sua volta mobile e fragile.

A confinement structure is a system built to stem a construction or a phenomena; it makes the unstable and ambiguous controllable. These exoskeletons define a space and a time, enclosing what lays inside them like shells protecting the inside from the outside and vice versa. Mar Hernandez and Lisa Sebestikova focus their artistic researches on the space, understood as a mould of memory. Mar Hernandez adds layers of memory to empty places and Lisa Sebestikova creates artificial voids within saturated environments. Mar Hernandez (Madrid, ES, 1984) presents a series of new works that are a natural evolution of her historical research on the layering of memory. Using a pencil, the artist delicately draws imaginary pieces of furniture over pictures of abandoned buildings. There are often no real connections between those places and the elements added by the artist; the stories narrated by these artworks are always plausible but never real. Never as in this moment the idea of domestic environment as confinement structure has been universally shared. In the current context the idea behind the artist’s research, where the space becomes the sole keeper of our everyday life, reveals all its strength. 

Lisa Sebestikova (Enschede, NL, 1988) conceived the series of works for her first show in Italy after visiting Rome for the first time. The result comes from the collision between the human and architectural history of the city and her research based on the analysis of the space and its cancellation. The sculptures featured in the show are the result of the artist’s fascination towards the stone, primordial element of the city of Rome. The fluctuating aluminium shapes are reminiscences of the retaining armours enclosing the most fragile parts of the monuments. Lisa Sebestikova revolutionizes those structures by depriving them of their function and changing their nature: the armour becomes the body and what was created to keep static suddenly becomes dynamic.

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