BOCCANERA

BOCCANERA GALLERY 
Trento 
Linda Carrara
Chôra 
Fino al 30 aprile 2020 

Chôra è il titolo della mostra di Linda Carrara curata da Giuseppe Frangi: un termine tratto dal Timeo di Platone che indica quello spazio in cui la forma dispiega la propria azione. Con un gioco di parole: è lo spazio della forma in “formazione”. Ed è proprio nel concetto di formazione - della materia, di un ipotetico paesaggio o della pittura stessa - che Carrara si colloca, mostrandoci una serie di opere che tendono all’idea di luogo e paesaggio. Il titolo vuole definire la ricerca dell’artista, scaturita da un’attrazione fondamentale: quella che porta la tela a farsi involucro della forma che poi la abiterà, e la pittura a farsi pelle del reale, a farsi lei stessa cosa e non solo rappresentazione della cosa. 
L’opera forse più rappresentativa della mostra è l’eponima Chôra, 2019, olio, grafite e pelle di serpente su tela, 207x170 cm. Il piccolo cartiglio dipinto con la scritta “HOW TO DISAPPEAR” esprime l’ambizione paradossale dell’artista: scomparire una volta finita l’opera.

 

BOCCANERA GALLERY 
Milano 
Cristian Avram
Dreams never end 
Fino al 30 aprile 2020

 

Boccanera Gallery ha il piacere di presentare nelle due sedi di Trento e Milano Dreams never end, la prima personale assoluta del giovane pittore rumeno Cristian Avram (Alba-Iulia – RO, 1994). 
Suddivisa in due parti, la mostra racconta i diversi filoni di ricerca nel lavoro dell’artista. L’anteprima, ospitata negli spazi di Boccanera Gallery Milano in Via Ventura 6, presenta lavori che raffigurano spazi industriali e abitativi, richiamando gli ambienti tipici del quartiere operaio che fu un tempo Lambrate.
Fra le opere esposte, What am I that I was then III, 2019, olio su tela, 87x74 cm, ben rappresenta l’indagine del giovanissimo artista rumeno sul rapporto tra uomo e spazio. Avram esplora gli interni industriali nei dintorni della città rumena di Cluj-Napoca alla ricerca di bellezza nella quotidianità. In quest’opera l’essere umano è assente, ma la sua esistenza è tangibile; la pittura conferisce all’ambiente di lavoro ritratto una dimensione quasi animistica, crea un “luogo dell’anima”.

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