OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Matteo Lepore

Matteo Lepore è Assessore alla Cultura, Turismo e Immaginazione Civica del Comune di Bologna. Dal 2018, infatti, ha iniziato a seguire le politiche culturali dopo avere svolto per i sette anni precedenti l’incarico di Assessore all’Economia e Promozione della città.

Bologna è la città ideale per la street art. Un po’ metropoli, un po’ provincia. Da quando l’alta velocità ferroviaria ci ha collegati in un’ora a Milano e due ora a Roma, è cambiata la nostra collocazione geografica. Siamo diventati una destinazione molto più di quanto già non lo fossimo, per le migliaia di persone che ogni anno ci scelgono come luogo dove vivere. Ogni dieci anni, infatti, Bologna cambia un quarto della propria popolazione. È il paradosso di una città tra le più anziane d’Italia, ringiovanita di colpo grazie ai suoi 80 mila studenti universitari. È qui che sono nato e cresciuto. Tra i palazzacci di via Torino, nel quartiere Mazzini. Negli anni ‘90 uscivi di casa e potevi toccare con mano il vuoto esistenziale della pianura padana, poi giravi l’angolo e ti sembrava di stare tra Seattle e New York. Case del popolo e parrocchie, hip hop, graffiti, collettivi e centri sociali.

Di Francesca Alinovi, nel 1984 alla GAM, sarà organizzata postuma la mostra “Arte di frontiera: New York Graffiti”, evento fondamentale per i successivi sviluppi artistici bolognesi e italiani. La prima generazione dell’avanguardia artistica “di strada” newyorkese. Haring, Basquiat, Cutrone, Futura 2000 in una città piena di murales risalenti alle rivolte studentesche del ’77. Passeranno gli anni, fino a che un giorno all’età di 19 anni avrei avuto modo di aiutare artisti come Dado, Rusty e Blu a dipingere un muro alto dieci metri proprio dietro casa mia. Tra i primi murales di grandi dimensioni. Quindici anni dopo lo stesso Blu avrebbe cancellato i propri per protesta contro il ‘sacco’ dei musei privati bolognesi.

Tra i progetti di rilievo da citare ‘FRONTIER La linea dello stile’ progetto con cui il Comune di Bologna ha valorizzato per alcuni anni il Writing e la Street Art, forme di espressione tra le più interessanti nel panorama dell’arte contemporanea. Artisti italiani e stranieri che hanno lavorato su muri dei quartieri popolari.
 

Arte di frontiera. New York Graffiti, catalogo della mostra, Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna, marzo - giugno 1984 (copertina)