BOCCANERA - TRENTO

Boccanera Gallery Trento presenta la prima personale di Andrea Fontanari (Trento, 1996) fino a fine gennaio 2021. La mostra intitolata Knock before entering, curata da Giovanna Nicoletti, racconta, attraverso una quindicina di dipinti su tela di diverso formato, della “bella pittura del giovane artista collocando la sua ricerca pittorica all’interno della raffigurazione figurativa che, a partire dalle avanguardie espressioniste del primo novecento, trasforma la rappresentazione contemporanea attraverso la scomposizione della forma e la vibrazione dinamica del colore”. Fin dai primi lavori datati 2015, Andrea Fontanari mostra uno spiccato interesse per la descrizione dell’ordinario. Figure o oggetti sono quasi banali nella loro definizione come ‘banale’, sembra voler dire l’autore, è il mondo ordinario dei mass media. Nei lavori di Andrea Fontanari, caratterizzati da piani sequenze ravvicinati e da una visione iper-realista, ogni cosa sembra essere possibile. Ogni singolo elemento sembra funzionare nelle sequenze di immagini dove la lentezza della pratica pittorica pare contrastare la velocità del presente. Quello che l’artista ci offre è un universo parallelo che, come scrive la curatrice nel testo in catalogo, possiamo osservare solo aprendo la porta dopo aver bussato.

Boccanera Gallery Trento presents the first solo exhibition of Andrea Fontanari (Trento, 1996) until January 2021. The exhibition entitled Knock before entering, curated by Giovanna Nicoletti, tells, through about fifteen paintings on canvas of different sizes, of the “beautiful paint of the young artist, placing his pictorial research within the figurative representation that, starting from the expressionist avant-gardes of the early twentieth century, transforms contemporary representation through the decomposition of form and the dynamic vibration of color”. Since his first works dated 2015, Andrea Fontanari has shown a keen interest in the description of the ordinary. Figures or objects are almost trivial in their definition as ‘trivial’, the author seems to be saying, it is the ordinary world of the mass media. In Andrea Fontanari’s works, characterized by close sequences and a hyper-realistic vision, everything seems to be possible. Every single element seems to work in the sequences of images where the slowness of the pictorial practice seems to counteract the speed of the present. What the artist offers us is a parallel universe that, as the curator writes in the text of the catalog, we can only observe by opening the door after knocking.

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