RICHARD SALTOUN GALLERY

On Hannah Arendt: The Modern Age prende il titolo dal primo capitolo del libro di Arendt del 1968 Tra Passato e Futuro. Nella prefazione, Arendt collega il pensiero con il ricordo e la narrazione. Il ricordo è inteso da Arendt come uno dei più importanti "modi di pensare", uno che richiede la narrazione per preservare quelle "piccole isole nascoste di libertà". Questo tipo di pensiero, che richiede immaginazione, coraggio e indipendenza, è presente nel lavoro degli artisti presentati in The Modern Age: Siah ARMAJANI (1939, Iran; 2020, USA), Thomas BARYLE (1937, Germania), Véronique FILOZOF (1904, Svizzera; 1977, Francia), Vivienne KOORLAND (1957, Sud Africa) e Jo SPENCE (1934; 1992, Regno Unito). Prima mostra di un programma di 12 mesi dedicato agli scritti della filosofa politica americana di origine tedesca Hannah Arendt, The Modern Age porta l'analisi della tradizione e dell'età moderna di Arendt nel ventesimo e ventunesimo secolo o ciò che lei riteneva "il mondo moderno". Stiamo vivendo un periodo storico molto difficile, segnato da un'enorme quantità di instabilità. Spinti in gran parte dalla pandemia COVID-19, abbiamo dovuto cambiare radicalmente il modo in cui ci educhiamo, socializziamo, consumiamo e ci prendiamo cura l'uno dell'altro. Ciò ha intensificato la nostra dipendenza dalla tecnologia e portato con sé qualcosa che Arendt ha definito "nuovi problemi e perplessità che la nostra tradizione di pensiero non è stata in grado di affrontare". Le opere d'arte selezionate offrono una pausa di riflessione e, così facendo, ci aiutano emotivamente e intellettualmente a navigare nel momento difficile in cui ci troviamo.

On Hannah Arendt: The Modern Age takes its title from the first chapter of Arendt’s 1968 book Between Past and Future. In the preface, Arendt links thinking together with remembrance and storytelling. Remembrance is understood by Arendt to be one of the most important “modes of thought,” one that requires storytelling in order to preserve those “small hidden islands of freedom”. This kind of thinking, which requires imagination, courage and independence, is present in the work of the artists presented in The Modern Age: Siah ARMAJANI (b. 1939, Iran; d. 2020, USA), Thomas BARYLE (b. 1937, Germany), Véronique FILOZOF (b. 1904, Switzerland; d. 1977, France), Vivienne KOORLAND (b. 1957, South Africa) and Jo SPENCE (b. 1934; d. 1992, UK). The first in a 12-month programme dedicated to the writings of the German-born, American political philosopher Hannah Arendt, The Modern Age extends Arendt’s examination of tradition and the modern age into the twentieth and twenty-first centuries or what she understood as “the modern world.” We are living through a very difficult period of history marked by a tremendous amount of instability. Driven largely by the COVID-19 pandemic, we have had to radically alter how we educate, socialise, consume and care for one another. This has intensified our dependence on technology and brought with it something that Arendt articulated as “new problems and perplexities which our tradition of thought was unable to cope with.” The artworks selected offer pause for thought, and in doing so, help us emotionally and intellectually navigate the challenging time in which we find ourselves.

Back