RIBOT

La mostra Igor Hosnedl - Vera Kox, In conversation / Chapter #2, bipersonale curata da Domenico de Chirico ed in corso presso RIBOT dal 30.09.2020 al 30.01.2021, propone un percorso visivo tra la pittura di Igor Hosnedl (Uherské Hradiště, Repubblica Ceca, 1988, vive e lavora a Berlino) e la scultura di Vera Kox (Frankfurt/Main, Germania, 1984, vive e lavora a Berlino). Un confronto trasversale tra due artisti della stessa generazione, di provenienza e nazionalità diverse che, seppur con esiti formali diametralmente opposti, perseguono obiettivi comuni, alla ricerca di uno spazio sospeso che genera domande, un’atmosfera metafisica, in cui l’apparenza prende il sopravvento sulla realtà di cui rimangono solo accennate tracce. I dipinti di Igor Hosnedl si costruiscono intorno a forme archetipe semplificate che orbitano in una dimensione sospesa nel tempo e nello spazio, in cui a dominare è il senso del colore. Molto importanti sono infatti le grandi aree di transizione della tavolozza cromatica e gli angoli deserti, a volte spettrali, che traggono ispirazione dalla tradizione classica della Pittura Metafisica e della natura morta dei grandi maestri come Giorgio Morandi. Hosnedl si ispira alla letteratura ma è attratto anche dalla grammatica visiva della progettazione grafica, che utilizza per ridefinire la figurazione nella pittura. Le opere di Vera Kox alludono all’idea di una materia bloccata nello stadio di mezzo, nel passaggio fra uno stato fisico e un altro, opponendo il duro al soffice, l'immediato al durevole e integrando materiali altamente industrializzati ad elementi più tradizionali, tratti dall’esperienza quotidiana. Alla qualità statica e monumentale di un certo tipo di scultura, l’artista preferisce l’adozione di una forma fluttuante, di materiali inusuali capaci di assumere in un istante le sembianze di qualcosa che ci confonde. In mostra sono visibili le opere di recente produzione realizzate in ceramica e frammenti di pannelli isolanti.

The exhibition Igor Hosnedl - Vera Kox, In conversation / Chapter #2, a two-person show curated by Domenico de Chirico and on display at RIBOT from 30.09.2020 to 30.01.2021, proposes a visual journey through the painting of Igor Hosnedl (Uherské Hradiště, Czech Republic, 1988; he lives and works in Berlin) and the sculpture of Vera Kox ( Frankfurt/Main, Germany, 1984; she lives and works in Berlin). This is a transversal comparison of two artists of the same generation but from two different backgrounds and nationalities, and who, even though with diametrically opposed formal results, are both in search of a suspended space that generates questions, a metaphysical atmosphere in which appearance gains the upper hand over reality, of which there only remain hints. Igor Hosnedel’s paintings are built around simplified archetypical forms that orbit in a dimension suspended in time and space, and in which a sense of color dominates. In fact, a very important part is played by the large transitional areas of the colors and the deserted, at times spectral, corners; these are paintings that draw their inspiration from the classical tradition of Metaphysical Painting and the still-lifes of such great masters as Giorgio Morandi. Hosnedl is inspired by literature, but he is also attracted to the visual grammar of planning graphics, which he uses to redefine the figuration of his painting. Vera Kox’s works allude to the idea of a material blocked in a halfway state, in the passage from a physical state to another, opposing hard and soft, the immediate to the durable, and she integrates highly industrialised materials with more traditional elements derived from everyday experience. Rather than the static and monumental quality of a certain kind of sculpture, Kox prefers the use of a fluctuating form, of unusual materials able to assume in an instant the appearance of something that confounds us. On show are the recent production sculptures made of ceramic and insulation panels.

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