SHAZAR GALLERY

Lello Lopez. Deposito materiale di senso 
Deposito materiale di senso è un’installazione concepita come un "insieme aperto’"Vuole suggerire una riflessione sul senso nascosto delle cose, sul valore dei ricordi e sul concetto di presenza. Gli elementi che ne fanno parte, attraverso contaminazioni ed equivoci, sono messi in relazione tra loro svelando aspetti iconologici, narrazioni e relazioni nascoste. Anche l’equivoco appartiene al ‘gioco’ delle apparenze: si aprono continue interpretazioni nella ricerca di un senso primario, originario, significante. Poggiati su una scrivania, in uso un tempo negli studi medici, gli indizi pronti per la ricerca: nella scultura di terracotta di due mani parzialmente sovrapposte è poggiato un piccolo registratore che invita a lasciare una traccia vocale testimonianza di un’interazione che andrà inevitabilmente a modificare di volta in volta il valore ontologico dell’opera; tre megafoni di media dimensione recanti su apposite etichette i nomi di J.Kosuth, R. Barry, L. Weiner, artisti che notoriamente usano la sintesi verbale, creano un equivoco di decodifica accentuato da un taccuino aperto su una pagina di vecchi appunti, trovati tra libri di casa, che parla della danza e del gioco come massima espressione estetica nel bambino; il sonoro di un computer che ripete la Apologia di Socrate di Platone recitata da mio padre riprende dal passato, e attualizza, una lezione etico-politica resa esteticamente concreta dalla verità della voce

Lello Lopez. Deposito materiale di senso 
Deposito materiale di senso is an installation conceived as an "open set of piecies". The elements that are part of it, through contamination and misunderstandings, are related to each other. Thus they open up to continuous interpretations in the search for a true, original, meaningful meaning. It consists of a terracotta sculpture: two partially overlapping hands on which a small tape recorder is placed - which suggests leaving a vocal trace -, three medium-sized megaphones with the names of J. Kosuth, R. Barry, L. Weiner artists who famously use verbal synthesis, a computer that repeats Plato's Apology of Socrates recited by my father. These elements are placed on a desk together with a drawing of a plant. Other works, including large ones, painted in acrylic and depicting naturalistic elements contribute to the associative synthesis that characterizes the project.

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