ART CITY Bologna

Promossa dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere, ART CITY Bologna, tra gli appuntamenti italiani più attesi dedicati all’arte contemporanea, ha proposto anche quest'anno un programma ampio e articolato, capace di coinvolgere cittadini e visitatori in un’esperienza culturale diffusa.

Diretta per il nono anno consecutivo da Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, ART CITY Bologna 2026 ha visto come Main Sponsor Gruppo Hera.

A caratterizzare in modo distintivo l’edizione di quest’anno è stato lo Special Program, dal titolo Il corpo della lingua, che è proseguito nel solco della sperimentazione attraverso la curatela di Caterina Molteni. Il programma ha invitato artiste e artisti italiani e internazionali - giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato - a intervenire in spazi solitamente non destinati alla fruizione espositiva, luoghi poco conosciuti dal grande pubblico, esplorando la formazione e l’insegnamento come esperienze fisiologiche e sensibili. In questa prospettiva, l’edizione 2026 ha presentato una speciale collaborazione con l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, istituzione cittadina per eccellenza dedicata alla conoscenza, al dialogo e al cambiamento, rafforzando ulteriormente il legame tra la manifestazione e il tessuto culturale e civile della città.

Nei giorni della manifestazione, l’intera città si è trasformata in un palcoscenico diffuso dedicato alla cultura contemporanea. Oltre 300 appuntamenti, tra mostre, performance, talk, installazioni ed eventi promossi da soggetti pubblici e privati, hanno restituito la vitalità e la ricchezza della scena artistica bolognese. Nell'ottica di favorire l’accessibilità e la più ampia partecipazione, anche per il 2026 ART CITY Bologna ha offerto ingressi gratuiti o agevolati nei luoghi del programma.

Scopri il programma sul sito ufficiale

SPECIAL PROGRAM IL CORPO DELLA LINGUA

Lo Special Program 2026 si è sviluppato come un itinerario di arte contemporanea che ha messo in dialogo l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e alcuni dei suoi luoghi più emblematici (l’Aula “Alessandro Ghigi” dell’ex Istituto di Zoologia, l’atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria, la Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani, il Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, la Fondazione Federico Zeri, il Laboratorio didattico del Distretto Navile e l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna) con le opere di artiste e artisti chiamati a indagare la conoscenza a partire dalla sua dimensione corporea e sensibile, rivelando le strutture di potere insite nei processi educativi e, al tempo stesso, aprendo spazi di resistenza e nuovi orizzonti espressivi.

Come da tradizione, le sedi dello Special Program non sono state semplici contenitori, ma dispositivi narrativi che hanno dato forma al tema dell’edizione: la conoscenza e la sua trasmissione. Ed è a partire da queste premesse che è nato il titolo del progetto, Il corpo della lingua, ispirato all’omonimo testo di Giorgio Agamben in cui il filosofo ha delineato una vera e propria anatomia del linguaggio: per Agamben, il linguaggio - come il sapere - prende forma nella voce, nei gesti, nella relazione con l’altro. Ripensare il corpo significa quindi ripensare anche la conoscenza e le sue modalità di trasmissione.

giulia deval (Torino, 1993) lavora a cavallo tra musica sperimentale e arte contemporanea, concentrando la propria ricerca sulla vocalità.
Il progetto PITCH. Notes on Vocal Intonation, vincitore della settima edizione del Premio Lydia, si è composto di una performance lecture e un video saggio che ha esplorato il ruolo dell’intonazione nelle conversazioni umane e non umane e nella costruzione di strutture di potere. In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’opera è stata presentata nella sua doppia veste di performance e video nell’Aula “Alessandro Ghigi” dell’ex Istituto di Zoologia (via San Giacomo 9). 

Nell’atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria (viale del Risorgimento 2) invece il riallestimento di un’opera storica di Mike Kelley (Detroit, 1954 - Los Angeles, 2012): Day Is Done ha raccolto 31 cortometraggi musicali ispirati alle attività extracurricolari delle scuole statunitensi. Kelley trasforma immagini raccolte dagli annuari scolastici in concerti, sfilate, liturgie, feste in maschera e rievocazioni storiche con uno stile ironico, visionario e carnevalesco. 

La relazione profonda tra corpo, terra e identità è da sempre stata alla base delle indagini di Ana Mendieta (L’Avana, 1948 - New York, 1985). Flower Person, Flower Body ritrae un corpo intrecciato di fiori, sospinto dall’acqua fino a dissolversi nei suoi ritmi: una presenza che si accorda alla natura fino a confondersi con essa. Nel contesto di ART CITY Bologna 2026, l’opera è entrata in dialogo con gli affreschi illusionistici della Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45). 

Alexandra Pirici (Bucarest, 1982) intreccia danza, scultura, musica e parola in azioni e ambienti performativi. Per ART CITY Bologna 2026 ha presentato Rejoin (2016), una nuova produzione nel Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio (piazza Luigi Galvani 1, Bologna), luogo che fin dalla sua costruzione ospitava le dissezioni pubbliche della Scuola di Medicina. Riferendosi all'immagine della salma sul tavolo anatomico, l’artista ribalta lo sguardo normativo dell’autopsia e restituisce nuova centralità ai corpi, umani e più-che-umani. Il lavoro è stato realizzato grazie al supporto di Banca di Bologna, che ha confermato la sua partecipazione ultradecennale al programma istituzionale di ART CITY Bologna. L’azione performativa è stata eseguita da Michelle Cheung e Alexandra Pirici.

L’intervento di Augustas Serapinas (Vilnius, 1990) ha interrogato i legami simbolici tra spazio, architettura e percezione. La sua serie Chair for the Invigilator ha presentato sedute rialzate, ispirate alle postazioni dei bagnini, alte circa due metri e accessibili tramite una scala a pioli. Queste strutture sono state messe a disposizione del pubblico, invitato a utilizzarle come postazioni di lettura nella grande biblioteca della Fondazione Federico Zeri (piazzetta Giorgio Morandi 2). Chair for the Invigilator fa parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025-2026, realizzato dall'Istituto Lituano di Cultura e dall'Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. 

Nell’opera nimiia cétiï è l’incontro tra batteri e intelligenza artificiale a essere indagato. Jenna Sutela (Turku, 1983) in questo lavoro ha chiesto ai sistemi AI di tradurre il movimento dei microrganismi in suoni e segni, dando vita a una possibile lingua marziana. L’opera è stata presentata negli spazi del Laboratorio didattico del Distretto Navile del Centro Laboratori Didattica Chimica CILDIC (via Piero Gobetti 87) in un allestimento immersivo che ha simulato l’hackeraggio dei circuiti dei laboratori da parte di alieni nel tentativo di comunicare con la Terra.

L'esperienza collettiva del flusso incessante di informazioni che caratterizza la contemporaneità è stata al centro della ricerca di Nora Turato (Zagabria, 1991). Per gli spazi dell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna (via Zamboni 33-35) Turato ha realizzato la nuova commissione site-specific To the Best of My Knowledge (2026), articolata in una performance e in un intervento audio ambientale. Al centro del progetto il concetto di “grounding” - letteralmente radicare, toccare terra - inteso come un ritorno all’esperienza sensibile, incarnata ed erotica del sapere e del linguaggio. 

Tutti gli interventi artistici dello Special Program erano a fruizione gratuita.
Lo Special Program è stato accompagnato da un booklet distribuito nelle principali sedi espositive del programma.

MUSEI CIVICI DI BOLOGNA

Nella prospettiva di una città da vivere come un grande museo diffuso, un ruolo centrale è tradizionalmente svolto dai Musei Civici di Bologna, che hanno partecipato ad ART CITY Bologna proponendo una programmazione espositiva in dialogo tra cornice storica e ricerca artistica contemporanea, appuntamenti e speciali attività di mediazione rivolte a tipologie differenziate di pubblico.

Il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna ha presentato John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi, la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata al poeta e performer John Giorno (New York, 1936 - New York, 2019), figura cardine della New York d’avanguardia, artista che ha infranto i confini disciplinari facendo della poesia un corpo vivo. 

La Project Room del MAMbo ha presentato Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965, mostra a cura di Claudio Spadoni e Pasquale Fameli, che rientra nel progetto espositivo MATTIA MORENI. Dalla formazione a “L’ultimo sussulto prima della grande mutazione”, il più ampio mai dedicato all’artista (Pavia, 1920 - Brisighella, 1999). Il focus al MAMbo riprende e reinterpreta la grande esposizione del 1965 curata da Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (oggi MAMbo) nelle sale del Museo Civico, la prima personale dell’artista in un’istituzione pubblica.

La mostra Screen Life, a cura di Lorenzo Balbi, che Villa delle Rose ha dedicato a Flavio de Marco si è inserito nella programmazione del MAMbo volta a esplorare le ricerche più significative della pittura contemporanea in Italia.  Il progetto espositivo attraversa ventisei anni di attività di de Marco, con circa settanta lavori, offrendo una lettura estesa della sua ricerca pittorica.

Con il progetto espositivo Etel Adnan e Giorgio Morandi. Vibrazioni, a cura di Daniel Blanga Gubbay, il Museo Morandi ha avvicinato per la prima volta in un dialogo diretto la pittura di due grandi artisti del XX e XXI secolo, esplorandone affinità e corrispondenze: Etel Adnan (Beirut, 1925 - Parigi, 2021) e Giorgio Morandi (Bologna, 1890 - Bologna, 1964). 

La mostra Concetto Pozzati. Da e per Morandi, a cura di Maura Pozzati ed esposta a Casa Morandi, ha presentato alcune tra le opere più rappresentative di Concetto Pozzati (Vo’, 1935 - Bologna, 2017): una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni con l’opera di Giorgio Morandi in un confronto costante. 

Al Museo Civico Medievale, Alessandro Moreschini ha portato il progetto L’ornamento non è più un delitto, a cura di Raffaele Quattrone, che desume il titolo da un’affermazione di Renato Barilli in un testo del 2020 dedicato all’artista bolognese e a Lily van der Stokker. Una frase che, da dichiarazione critica, è diventata oggi titolo di un intervento che rilegge la tradizione decorativa come gesto etico, pratica di cura e di attenzione verso il mondo.

Nelle sale dello stesso Lapidario del Museo Civico Medievale è stata allestita Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci, la prima mostra monografica, a cura di Vera Fortunati, dedicata ad dei più significativi interpreti della cultura figurativa bolognese tra Cinquecento e Seicento: un vocabolario espressivo originale fatto di figure immobili e solenni, ritmate da colori squillanti e collocate in paesaggi solitari in cui prevalgono effetti di sublimato naturalismo.

La mostra SCULTURE di Emanuele Becheri, a cura di Lorenzo Balbi, si è inserita nel percorso delle Collezioni Comunali d’Arte creando un dialogo diretto con le opere dal Medioevo al Novecento esposte nelle sale storiche del secondo piano di Palazzo d’Accursio. Le sette opere in terracotta selezionate per questa esposizione - tutte inedite e realizzate tra 2021 e 2025 - sono state collocate al centro di ciascuna sala, mettendo in risalto il rapporto tra scultura e ambiente.

La personale di Sergia Avveduti Ombra Custode, a cura di Elena Forin, ha creato un dialogo ideale tra il patrimonio storico di dipinti, arazzi e oggetti antichi conservato al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, e quello evocato dai lavori dell’artista. Ombra Custode celebra la cura come gesto creativo, discreto e potente, capace di attraversare il tempo e le generazioni, tra memoria storica e creatività contemporanea.

Nel percorso di visita del Museo internazionale e biblioteca della musica si è inserito l'intervento di Eva Marisaldi ed Enrico Serotti Per vari motivi - Parte II, a cura di Pier Paolo Pancotto: una serie di nove opere sonore o legate al tema del suono realizzate dalla coppia di artisti nel corso degli ultimi venti anni, alcune delle quali raramente fruibili o riattivate per l’occasione.

La rapida evoluzione dell’Intelligenza Artificiale Generativa ha reso labile il confine tra realtà e sintesi digitale: cosa resta, allora, del processo creativo e della capacità tutta umana di immaginare e reinventare la realtà? Il Museo del Patrimonio Industriale ha risposto con il percorso Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa, a cura di Simone Martinetto e Virginia Farina. Trenta giovani artiste, studentesse del Liceo Artistico Arcangeli, hanno sfidato l’algoritmo, generando immagini artificiali e utilizzandole poi come contrappunto per le proprie creazioni manuali. 

È inoltre parte del sistema museale civico il Museo per la Memoria di Ustica, inaugurato nel 2007 nei depositi dell’ex azienda dei trasporti pubblici ATC grazie alla forte determinazione dell'Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e della città di Bologna, per il quale l'artista francese Christian Boltanski (Parigi, 1944 - Parigi, 2021) ha realizzato l'installazione permanente A proposito di Ustica.

PROGRAMMA ISTITUZIONALE | MUSEI, FONDAZIONI, SPAZI ISTITUZIONALI 

L’Accademia di Belle Arti di Bologna è tornata a mettersi in mostra con ABABO OPENSHOW, esposizione diffusa realizzata con la supervisione di Enrico Fornaroli e Fabiola Naldi, che ha occupato gli spazi didattici e laboratoriali con opere di studentesse e studenti dei Dipartimenti di Arti Visive e di Progettazione e Arti Applicate.

Nell’Aula Magna di ABABO si è svolto ARTalk, il ciclo di incontri organizzato per approfondire le poetiche di alcuni dei protagonisti di mostre personali previste in occasione di ART CITY Bologna 2026. Coordinato da Marinella Paderni, il programma prevedeva il coinvolgimento di cinque artisti: Flavio de Marco in dialogo con Carmen Lorenzetti, presso Villa delle Rose, Giuseppe Pietroniro in dialogo con Marinella Paderni, presso LABS Contemporary Art), Matt Connors in dialogo con Stella Bottai, presso Herald St, Anneke Eussen in dialogo con Guido Molinari, presso Galleria Studio G7 e Délio Jasse in dialogo con Marco Scotini, presso AF Gallery.

L’Accademia di Belle Arti di Bologna ha ospitato inoltre IN VOLO - Viaggi e sistemi dell’arte contemporanea, mostra dei finalisti della settima edizione dello Young Art Award 2025, promosso dal Gruppo Giovani di Confindustria Emilia in collaborazione con l’Accademia. Il premio è rivolto agli studenti del Biennio e presenta in mostra le 10 opere finaliste.

Alchemilla ha presentato Artisti Marziali // Art City Edition, a cura di Veronica Santi. Il format sperimentale basato su incontri scontri-verbali tra coppie di artisti che si intervistano dal vivo: Sara Enrico vs Ramona Ponzini; Sissi vs Yuri Ancarani; Rudy Cremonini vs Eugenia Vanni; Paolo Chiasera vs Giulia Poppi; Alessandro Brighetti vs Jacopo Benassi; Anna de Manincor vs Emilio Fantin.

Per Arte Fiera 49 Marcello Maloberti ha realizzato il progetto site-specific KOLOSSAL. In prossimità dell’ingresso principale della fiera una gru sopra un autocarro ha innalzato un cartello stradale di Bologna, sradicato dalla sua originaria collocazione e ora sospeso tra terra e cielo ad evocare la storia della città. Un monumento precario, un anti-monumento, ad accogliere i visitatori. 

Apre al pubblico la Biblioteca di San Giorgio in Poggiale, ospitata in un'ex chiesa cinquecentesca in via Nazario Sauro, che custodisce dal 2009 il patrimonio librario della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e importanti opere di arte contemporanea, come Campo dei Fiori e la monumentale Delocazione di Claudio Parmiggiani.

A Casa Carducci ha preso forma In dialogue, primo capitolo del progetto di Sonia Lenzi Unlikely Monuments, a cura di Eléonore Grassi. Monumenti dedicati a donne che hanno svolto un ruolo pubblico in dialogo con i luoghi e chi guarda, per arrivare a ripensare le modalità di inclusione ed esclusione dalla storia. Di fronte a Casa Carducci è stato collocato simbolicamente il monumento ad Alda Merini.

Presso Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la mostra curata da Angelo Mazza Futurismo e Ritorno all’ordine nelle Collezioni della Fondazione Carisbo ha presentato opere della prima metà del Novecento solitamente non accessibili al pubblico, custodite nei caveau e negli uffici di rappresentanza. Il percorso ha incluso lavori di Marinetti, Casarini, Balla, Caviglioni, Baldessari, Depero, De Chirico, Casorati e altri.

Fondazione Golinelli ha presentato al Centro Arti e Scienze Golinelli I preferiti di Marino. Capitolo II - Opus Mundi, secondo capitolo della serie dedicata alla Collezione Marino Golinelli. La mostra riunisce oltre cinquanta opere che restituiscono uno sguardo multiculturale sui temi del presente e del futuro, dalla transizione ecologica a quella tecnologica, dai conflitti geopolitici alle migrazioni. 

Il Centro Documentazione delle Donne di Bologna ha presentato nella Sala del Timpano / Chiostro di Santa Cristina, la mostra personale di Daniela Comani Reversal Exercise. Pratiche di ri-scritture, con il nuovo video Reversal Exercise (prima italiana) e un’esposizione dei suoi libri d’artista che affrontano temi affini legati alle questioni di genere, al linguaggio e alla storia. 

La Fondazione Cineteca di Bologna ha promosso al Cinema Modernissimo la rassegna ART CITY Cinema, a cura di Gian Luca Farinelli. Il progetto proseguiva l’indagine sulle feconde intersezioni tra cinema e arte, esplorando le relazioni tra linguaggi visivi e pratiche artistiche contemporanee. 

Alla Galleria Modernissimo la mostra Li ho visti ha esposto un’ampia selezione di bozzetti originali dei manifesti realizzati dal disegnatore bolognese Stefano Ricci in occasione del primo anno di apertura del Cinema Modernissimo.

Inoltre, nella Sala Cervi è andata in scena la performance Cinema Impero dell’artista italo-eritrea Muna Mussie, a cura di Martina Angelotti. Il lavoro prende il nome dall’omonimo cinema di Asmara e si configura come una metanarrazione che intreccia archivi storici, intelligenza artificiale e dimensione emotiva. Pensata come una black box multipercettiva per uno spettatore alla volta, la performance invita a un’esperienza intima e immersiva.

Nell’Ex Chiesa di San Barbaziano è stato presentato Falling. When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away, nuova opera-film di Driant Zeneli. Ambientata tra il Parlamento di Dhaka e lo Srihatta Art Centre di Sylhet, l’opera intreccia realismo magico, dimensione politica ed ecologica, evocando anche le proteste della Rivoluzione di luglio 2024. 

L’Ex Chiesa di San Mattia ha accolto CODEX - l'eco del wireless diventa pensiero digitale con opere di Quayola, Donatella Nicolini, Mamà Dots. Il progetto costruisce un ponte culturale e spirituale tra le origini della comunicazione moderna e le questioni etiche legate all’Intelligenza Artificiale, riaffermando la centralità dell’uomo, della parola e della coscienza nel rapporto con la tecnologia. 

Il corpo - tecnologico, acquatico, cyborg - di Claudia Amatruda è entrato negli spazi della Fondazione Carlo GajaniA Body Engineered by Water, a cura di Sara Papini e Fuori Sedia, ha indagato il corpo come linguaggio attraverso fotografie, sculture, installazioni e video performance di Amatruda, in un allestimento che dialoga con la casa-studio di Carlo Gajani.

Nella sua sede a San Lazzaro di Savena, la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli ha presentato Le città visibili. La città moderna fra immaginario e reale, un percorso dedicato all’immaginario architettonico e urbano italiano della prima metà del Novecento che restituisce la città come laboratorio di sperimentazione e trasformazione sociale. 

Al MAST in mostra Living Working Surviving del fotografo canadese Jeff Wall: il percorso espositivo, a cura di Urs Stahel, ha proposto ventotto opere di Wall dedicate alla vita di tutti i giorni, ai semplici gesti di chi lavora, si muove, svolge compiti e attività quotidiane, in realtà scene enigmatiche e complesse che mostrano eventi mai accaduti, composizioni indefinite e volutamente ambigue in cui l’osservatore è invitato a immergersi, interrogarsi, trovare significati.

Il Museo d’arte Lercaro ha presentato un articolato programma di mostre e attività che han messo in dialogo ricerca artistica, collezione e pratiche di mediazione. Venire alla luce di Antonello Ghezzi ha raccontato la genesi di un progetto di land art ideato nel 2020 durante il lockdown e mai realizzato. Échos des visages ha presentato i lavori di Laurent Lafolie e Clément Mitéran, a cura di Giovanni Gardini e Michel Poivert, mettendo in dialogo fotografia e mosaico sul tema del volto come spazio di relazione e presenza. Persistence, personale di Jacopo Mazzonelli, ha abitato gli spazi del museo con un’installazione inedita in cui il paesaggio sonoro si manifesta come fenomeno atmosferico. Sempre in dialogo con la collezione del museo è stata allestita Recidere di Jessica Ferro, che ha creato connessioni con i fossili di Bolca attraverso polittici, libri d’artista e installazioni, proponendo una riflessione poetica sul destino delle forme viventi e sulla possibilità di trattenere ciò che svanisce. Il museo ha inaugurato inoltre L’Opera del Mese, rassegna dedicata al dialogo tra artisti contemporanei e collezione, con Davide Maria Coltro e l’installazione Astrazione Mediale, composta da libri d’artista nati dalla recente mostra al MA*GA - Museo arte Gallarate.

“Senza titolo” S.r.l., Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del Comune di Bologna e Museo didattico Luigi Bombicci hanno presentato Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio, una mostra personale di Arianna Pace (Pesaro, 1996), a cura di Artierranti e Bianca Basile e articolata tra il Museo didattico Luigi Bombicci e l’Officina Artierranti, che si è concentrata sull’osservazione del mondo naturale come pratica di archiviazione, che diventa forma di conoscenza e scoperta.

Nell’ambito della mostra Ineffabile Lea. Lea Colliva (1901-1975) a 50 anni dalla morte il Museo Ottocento Bologna ha presentato Lea Colliva VS Mirta Carroli, un progetto che mette in dialogo l’opera di Lea Colliva, protagonista del primo Novecento bolognese, con i bozzetti della scultura monumentale di Mirta Carroli. Il progetto porterà alla realizzazione di un’opera celebrativa permanente nella Rotonda Lea Colliva.

Al Museo San Domenico di Imola la collettiva In bella mostra. Doni d'arte alle collezioni civiche, curata da Oriana Orsi, ha presentato una quarantina di opere giunte ai musei negli ultimi anni grazie a donazioni dirette o lasciti testamentari. Sono opere eterogenee che riflettono la ricchezza e la varietà delle collezioni private: dai piatti rinascimentali ai dipinti ottocenteschi, dalle incisioni e disegni del Novecento fino a opere di arte contemporanea. 

All’Opificio delle Acque la ricamatrice d’arte marchigiana Elena Ciarrocchi presenta TRAMATE. Il filo, l’acqua e le donne. Il progetto, a cura di Alessia Marchi e Milena Naldi, ha dato voce anche alla figura storica di Mabel di Bury St. Edmunds, protagonista di un’installazione site-specific che intreccia racconto, gesto e memoria.

Nello scenario dell’Oratorio di San Filippo Neri è stato allestito Resto, video installazione del duo artistico MASBEDO, promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e accompagnata da un testo critico di Alessandro Rabottini. L’idea dell’opera nasce dal pensiero dell’arte come linguaggio capace di evocare senza violenza, con pudore e rispetto, un tema che torna con dolore nella cronaca quotidiana, per creare un rito di accoglienza. 

Per il programma di azioni dal vivo Fondazione Furla e Arte Fiera hanno presentato nel Padiglione de l’Esprit Nouveau Wardrobe, un progetto inedito di Chalisée Naamani (1995, Francia), curato da Bruna Roccasalva. La sua ricerca esplora la costruzione dell’identità e i meccanismi di rappresentazione del corpo nella cultura visiva contemporanea attraverso opere che l’artista definisce “vêtements-images” (abiti-immagine). 

Dopo una serie di progetti dedicati al dialogo tra architettura e sperimentazione, Palazzo Bentivoglio ha ospitato nei suoi spazi sotterranei la mostra personale di Michael E. Smith, a cura di Simone Menegoi e Tommaso Pasquali. La pratica dell’artista americano, basata sull’uso di materiali di recupero, dà vita a installazioni in cui oggetti, luce e spazio concorrono a costruire un’esperienza percettiva intensa e site-specific. 

Nel programma dell'istituzione bolognese rientra inoltre garageBENTIVOGLIO, la vetrina espositiva curata da Davide Trabucco che ha accolto Temporali (2015) di Alberto Garutti. L’opera porta i fulmini nella quotidianità: ogni temporale in Italia modifica l’intensità della luce nell’impianto elettrico, creando un’esperienza in cui il fenomeno avviene altrove e potenzialmente senza spettatori. 

Palazzo Boncompagni ha ospitato la mostra Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, a cura di Silvia Evangelisti. Sotto questo titolo un percorso che comprende opere storiche e progetti che attraversano oltre sessant’anni di ricerca dell’artista centrati sul rapporto tra arte, società e politica. 

Associazione Bologna per le Arti ha presentato nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio Pietro Pietra (1885-1956). La forza del segno, a cura di Daria Ortolani, una mostra antologica a 140 anni dalla nascita dell’artista, che raccoglie 82 opere originali, tra incisioni, disegni, acquerelli e dipinti, provenienti dall’archivio storico della famiglia Pietra e da diverse collezioni private.

A Palazzo De’ Toschi - Sala Convegni Banca di Bologna, è stata allestita Miss America, personale su larga scala di Francisco Tropa curata da Simone Menegoi

A Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni la mostra Michelangelo e Bologna ha celebrato il 550° anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti (1475-1564). Promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna nell’ambito di Genus Bononiae e prodotta da Opera Laboratori, l’esposizione curata da Cristina Acidini e Alessandro Cecchi ricostruisce il rapporto tra Michelangelo e Bologna attraverso opere, disegni, documenti e un focus sui soggiorni bolognesi dell’artista.

A Palazzo Malvezzi de’ Medici, sede della Città metropolitana di Bologna, Disseminare e condividere è stata la mostra collettiva a cura di Vanna Romualdi con lavori di Quianhua Cheng, Ilaria Pulcini, Jiupeng Sun, Suchada Wapeekang, studenti e diplomati del Corso di Decorazione per l’Architettura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il progetto è promosso da Istituzione Villa Smeraldi - Museo della Civiltà Contadina.

A Palazzo Paltroni, sede espositiva della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la mostra 3 X la scultura. Quinto Ghermandi, Marco Di Giovanni, Giulia Poppi, curata da Maura Pozzati e Maria Katia Tufano, ha messo in dialogo tre scultori di generazioni diverse formatisi all’Accademia di Belle Arti di Bologna: Quinto Ghermandi (Crevalcore 1916 - San Lazzaro di Savena 1994); Marco Di Giovanni (Teramo, 1976); Giulia Poppi (Modena 1992).

A Imola, Palazzo Tozzoni ha ospitato The garden of vanities, mostra che Imola Musei dedica all’artista giapponese Keita Miyazaki. Le installazioni di Miyazaki si distinguono per la loro straordinaria originalità: realizzate con scarti di parti meccaniche di automobili e fragili origami di carta, si insinuano tra gli arredi storici della casa museo, creando un percorso incentrato sulla bellezza dell’imperfezione. 

Nel Cortile d’Onore di Palazzo Zani, sede del Consorzio della Bonifica Renana, è stato presentato Occhio! Sguardi sul territorio Evolution, secondo capitolo del progetto sviluppato nella scorsa edizione di ART CITY Bologna con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. 

Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella sono stati i protagonisti di More Than This nel Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna, una ricognizione critica sull’Atelier F, la più rilevante scuola di pittura emersa sulla scena contemporanea italiana in anni recenti. La mostra è a cura di Daniele Capra.

Per la nona edizione di das - dialoghi artistici sperimentali, CUBO Unipol ha presentato Pointing Nemo. Oltre lo spazio, verso gli abissi, mostra personale di IOCOSE, curata da Federica Patti, visibile tra le due sedi di Porta Europa e Torre Unipol. Al centro del progetto, il NewSpace, il movimento che propone la colonizzazione dello spazio come unico futuro possibile per l'umanità. 

Zu.Art ha ospitato All of a Sudden, a cura di Parsec, dedicata ai vincitori del Concorso Zucchelli 2025 e dei Premi Art Up 2025. I lavori riflettono su ciò che sta per accadere e sulla soglia dell’istante, e sono statti presentati anche nello stand Zucchelli ad Arte Fiera, insieme al video mapping interattivo Interaction Zucchelli,.

ASSOCIAZIONE GALLERIE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - CONFCOMMERCIO ASCOM BOLOGNA | SPAZI ESPOSITIVI, GALLERIE INDIPENDENTI

Hanno arricchito e partecipato al programma di ART CITY Bologna, come di consueto, le mostre organizzate dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea associate a Confcommercio Ascom Bologna. Mostre e altre iniziative organizzate da soggetti, gallerie e spazi espositivi indipendenti, hanno completato una proposta artistica che ha indagato le più diverse espressioni della contemporaneità. 

ART CITY WHITE NIGHT - SABATO 7 FEBBRAIO 2026

Nel programma di ART CITY Bologna si è svolta la sempre tanto attesa notte bianca dell’arte. Il pubblico ha potuto fruire della proposta artistica diffusa in città anche nelle ore serali, grazie alla collaborazione di operatori culturali e commerciali che estenderanno il loro orario di apertura.