SEZIONI

Le divisioni in sezioni erano riconoscibili dalla mappa e attraverso la segnaletica. 

Arte Fiera 2018  si è articolata in Main Section con 107 gallerie, Solo Show con 28 gallerie, Photo a cura di Andrea Pertoldeo con 12 gallerie,  Nueva Vista curata da Simone Frangi con 4 gallerie, per un totale di 151 presenze. Questo numero, come già nella precedente edizione, è stato volutamente tenuto entro un certo limite a favore della qualità.

A ciò andavano aggiunti 22 espositori nel campo dell’editoria, collocati entro i due padiglioni e 10 nell’area Printville, a cura di Amedeo Martegani, posizionata al centro servizi.

Nella Talk Area si è tenuto venerdì e sabato il convegno internazionale: Tra mostra e fiera: entre chien et loup, a cura di Angela Vettese con Clarissa Ricci, Cristina Baldacci e Camilla Salvaneschi. Dedicato al rapporto sempre più problematico e stretto, ma ancora poco dibattuto, tra mostre e fiere d’arte contemporanea.

Domenica hanno animato lo spazio una serie di altre conversazioni volte a presentare libri, collezioni e iniziative specifiche.  

L’insieme della Fiera era improntato a degli approfondimenti riguardo alle opere e agli autori. La sezione Modernity era composta infatti da alcune gallerie che sono state scelte per beneficiare di uno spazio gratuito in più per approfondire la presenza di un artista nel loro stand. Il termine Modernity non è stato scelto in base alla relazione con la cosiddetta arte moderna, intesa come prodotto del primo Novecento, ma in relazione all’origine del termine dalla parola latina modo, che significa “adesso”: si intendeva infatti valorizzare tutto ciò che, indipendentemente dalla data di esecuzione dell’opera e dalla sua tecnica, può risultare rilevante per comprendere i nostri giorni.