OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Chiara Casarin

Direttore dei Musei Civici di Bassano del Grappa, è curatore d’arte contemporanea. Ha curato diverse mostre e pubblicazioni sia per istituti pubblici italiani e stranieri sia per enti privati e collezionisti. Promuove una nuova visione di museo affermando che nel XXI secolo possa diventare un polo di produzione culturale e un centro di riferimento per la creazione artistica contemporanea a partire dalla storia dell’arte italiana ed europea. È stata docente presso Ca’ Foscari e IUAV di Venezia, collabora con varie testate italiane e, tra gli altri titoli, è autore de “L’Autenticità nell’arte contemporanea”, ZeL Edizioni.
Ad Arte Fiera 2020 è stata nella giuria del Premio A Collection.

  

Mi sono sempre interessate due cose: la traduzione e il rovesciamento delle cose. Cominciamo dall’ultima: possiamo prendere un dipinto e guardare cosa nasconde dietro e scoprire dettagli inediti; possiamo metterci a testa in giù per guardare una scultura a rovescio e vedere la magia di una prospettiva insolita; possiamo far fare un’opera a un curatore e far allestire la mostra all’artista. Oppure possiamo prendere un pittore e fargli fare un arazzo e chiedere a un maestro tessitore di fare un progetto per un’opera d’arte. È un esercizio che adoro quello di capovolgere oggetti e possibilità, rovesciare opinioni, ruoli e far crollare certezze. La traduzione non è un esercizio molto diverso: prendiamo un brano scritto in una lingua e lo interpretiamo trasportandolo in un’altra. Possiamo prendere un’architettura e trasformarla in poesia così come una sonata per pianoforte farla diventare un dipinto, qualcuno la chiamerebbe trasduzione ma qui non è importante. Oppure decidere che una fotografia satellitare deve diventare un arazzo. Mettendo insieme questi due meccanismi e aggiungendo qualche artista giovane ma già forte nella sua produzione e incorniciando tutto dentro a una visione che vuole raccontare anche l’amore per il pianeta è nata A Collection. A dire il vero non è nata dalle cose che interessano a me ma le ha richiamate totalmente. Oggi A Collection conta 12 arazzi di altrettanti eterogenei artisti, 11 già esposti a Torino a Palazzo Barolo lo scorso novembre e ora esposti al Muse di Trento. Il 12mo è nato, anzi, sta nascendo, grazie ad Arte Fiera dove il Premio Residenza che Giovanni Bonotto ed io abbiamo voluto promuovere ci ha fatto individuare The Cool Couple di cui siamo molto orgogliosi. E’ un progetto in continuo divenire che racconta come le bottigliette raccolte in mare possano diventare oggetti di lusso e di come, talvolta, le opere d’arte possono essere un grande gioco che ci salva la vita.
 

Giovanni Bonotto, Barocco 4.0, 2019
Photocredit Daniele Bottallo