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OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Fabio Alberto Roversi Monaco

Laureato in Giurisprudenza, Professore ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università degli Studi di Bologna. Nell’Anno Accademico 1985-1986 viene eletto Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bologna, carica che manterrà fino al 2000. Durante il suo mandato da Rettore, oltre ad imprimere una moderna trasformazione all’Ateneo di Bologna, ha concepito e realizzato la Magna Charta Universitatum. È stato promotore e ispiratore del “Bologna Process”, che vide la partecipazione di tutti i Ministri dell’Istruzione Europei, riunitisi a Bologna nel 1999 per varare nuovi Indirizzi Universitari e per garantire così la comparabilità qualitativa dei titoli di istruzione dei vari Paesi e la libera circolazione degli studenti e dei laureati europei. Gli incontri portarono alla redazione della “Bologna Declaration”, sottoscritta da 29 Paesi Europei il 19 giugno del 1999.
Dal 2001 al 2013 è Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e assume anche la carica di Presidente della società strumentale “Museo della Città di Bologna S.r.l.”, che gestisce e coordina il percorso artistico-museale “Genus Bononiae-Musei nella città”. Dal 2013 è Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

C’è un luogo, a Bologna, che mi è particolarmente caro. Un luogo che mi ha riempito di stupore, senso di sacralità e di bellezza sin dalla prima volta in cui vi ho messo piede. Quel luogo è la chiesa di San Colombano, che nel 2020 festeggerà il decimo compleanno dalla riapertura.

Ricordo ancora il senso di incredulità che mi colse alla prima visita: un sito colmo di bellezze artistiche, che conserva un autentico capolavoro della storia dell’arte – l’affresco murario duecentesco attribuito a Giunta Pisano – doveva essere assolutamente restituito alla città. Decisi di fare subito tutto quanto possibile per acquisirlo e attraverso Genus Bononiae renderlo fruibile a tutti.

Oggi il Museo di San Colombano è reso ancora più prezioso dalla famosa Collezione Tagliavini: una delle più ampie collezioni al mondo di strumenti musicali antichi ed è una meta nota per la Bologna colta. Il mio vero desiderio sarebbe tuttavia che diventasse uno spazio conosciuto e amato da tutti, anche e soprattutto i giovani, a cui abbiamo il dovere di far scoprire le bellezze più autentiche della nostra città, perché si avvicinino all’arte e se ne innamorino.

È questo che da dieci anni facciamo: era il 2009 quando l’apertura della Biblioteca d’arte e di storia all’interno dell’ex chiesa cinquecentesca di San Giorgio in Poggiale, dopo accurati lavori di restauro condotti dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, dava avvio all’avventura di un museo diffuso nel cuore di Bologna.

Un percorso museale unico nel suo genere, articolato in 6 sedi nel cuore di Bologna, caratterizzate da proposte culturali differenti ed articolate, seppur coerenti nel loro insieme: dalla Biblioteca di San Giorgio, che custodisce l’ingente patrimonio librario della Fondazione, a Palazzo Pepoli, il Museo della Storia di Bologna, un percorso interattivo alla scoperta di 2.500 anni di storia della città, dalla etrusca Felsina ai giorni nostri; e ancora Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni, edificio che custodisce tra le sue mura il primo grande ciclo affrescato di Annibale, Ludovico e Agostino Carracci, sede di importanti mostre di caratura internazionale; l’ex Chiesa di San Colombano, la cui prima pietra fu posta nel VII secolo dal vescovo di Bologna Pietro; L’Oratorio e la Chiesa di Santa Maria della Vita, che offrono agli occhi dello spettatore il maestoso Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dall’Arca, meta imperdibile per chiunque visiti la città; infine Casa Saraceni, uno degli edifici più pregiati del Rinascimento bolognese, oggi sede della Fondazione Carisbo. 

Un decennio che, nel suo concludersi, si apre a sperimentazioni volte a coinvolgere un pubblico sempre più giovane, con l’omaggio alla cultura pop, come nel caso della grande mostra dedicata a Bonvi, l’utilizzo delle tecnologie multimediali con la mostra interattiva su Vivaldi e la nuova sala di Palazzo Pepoli che consente un viaggio virtuale nel presente e nel futuro di Bologna, il focus sulle tematiche più scottanti del contemporaneo con l’esposizione Planet or Plastic ospitata da Santa Maria della Vita e realizzata in collaborazione con il National Geographic.

Il 2020 ci vede protagonisti di un ambizioso progetto, portato avanti con tenacia e grazie alla collaborazione di 9 istituzioni museali internazionali: a 550 anni dalla sua realizzazione e a quasi 300 dalla sua dispersione rinasce infatti il Polittico Griffoni di Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano, a dimostrazione della centralità della città di Bologna anche durante quella straordinaria stagione artistica. In attesa dell’inaugurazione, il prossimo 12 marzo, Palazzo Fava omaggia gli affreschi dei Carracci e degli allievi al Piano Nobile, in dialogo con trenta opere d’arte contemporanea dai caveau della Fondazione, a dimostrazione di come l’arte sia in grado di abbattere le barriere dello spazio e del tempo facendosi portatrice di valori storicizzabili e al contempo universali. 

Chiesa di San Colombano: veduta dalla cantoria