OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Giuseppe Iannaccone

Giuseppe Iannaccone nasce ad Avellino il 25 novembre 1955. Trasferitosi a Milano nei primi anni 70, si laurea in Legge fondando l’omonimo studio legale. Nei primi anni 90 scopre la passione per l’arte e, con la convinzione che l’opera nasca dall’idea dell’artista, ma poi viva e assuma significato solamente negli occhi dell’osservatore, Giuseppe Iannaccone ha intrapreso la ricerca di quegli artisti che più esprimono la sua idea di romanticismo e visione del mondo. La Collezione Giuseppe Iannaccone è quindi un contenitore di racconti, uno sguardo sul mondo e uno straordinario documento del presente, ma è anche e soprattutto il riconoscimento dell’inarrestabile passione di Giuseppe Iannaccone che, fin dall’inizio, si è mosso alla costante ricerca del capolavoro, perché come a lui stesso piace ripetere è meglio avere il capolavoro assoluto di un artista minore che un’opera minore di un grande artista.
Dall'edizione 2020 l'avvocato Iannaccone fa parte del Comitato Consultivo di Arte Fiera.

I primi anni Novanta erano gli anni in cui iniziavo a costruire la mia collezione.  La Fiera di Bologna per me, alla caccia di opere di artisti italiani realizzate negli anni tra le due guerre, era un appuntamento imperdibile. Era lì infatti che potevo incontrare in un sol giorno tutti i galleristi che rincorrevo durante l’anno nella speranza di aggiudicarmi l’ennesimo capolavoro per la mia raccolta. In uno dei miei girovagare avevo notato, nel retrobottega di una galleria d’arte che fino ad allora non conoscevo, un disegno di un giovane artista, lo ricordo come fosse ieri, era una spiaggia che mi aveva colpito moltissimo. Volevo acquistarla, benché l’artista, in quel momento, mi fosse sconosciuto; il gallerista però mi disse che l’aveva appena venduta a Lucio Dalla. Mi feci dire il nome dell’artista dal gallerista, si trattava di Giovanni Iudice e appresi che viveva in Sicilia, a Gela; lo cercai sugli elenchi telefonici e gli telefonai. Parlammo d’arte, gli parlai della grande tradizione pittorica siciliana e di come le sue opere mi ricordassero le grandi tavole di Fausto Pirandello. Gli dissi: “Signor Giovanni Iudice, questa sua spiaggia a Bologna mi ha ricordato le spiagge di Fausto Pirandello. Rivedo infatti nei suoi lavori la stessa voglia di scavare nella carne, nell’animo umano, seppure con uno stile differente derivante forse dai cent’anni che vi separano”. Ed eccoci qui, più di venti anni dopo, quel legame che vedevo tra due artisti temporalmente così lontani, è divenuta una profezia. Ora nella mia collezione ci sono molti lavori di entrambi gli artisti ispirati dall’umanità che si respira nella meravigliosa terra di Sicilia, madre di decine e decine di grandi artisti. Pirandello e Iudice sono la continuità nell’evoluzione della storia dell’arte di questa terra e del nostro Paese. Ora posso dire che molte delle loro opere di entrambi questi artisti sono nella mia collezione grazie anche ad Arte Fiera Bologna.
 


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