OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Laura Moro

Laura Moro (Roma, 1967) è architetto e dottore di ricerca in Conservazione dei beni architettonici. Nei ruoli del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dal 2000, ha diretto dal 2009 al 2018 l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione. I suoi ambiti di ricerca sono la conoscenza e conservazione dei beni culturali, la fotografia di documentazione, la tutela del paesaggio, le Digital Humanities. Dall’ottobre 2018 è direttore dell’Istituto dei beni culturali della regione Emilia-Romagna.
 

Bologna, il trattino tra l’Emilia e la Romagna, lungo una strada, la via Emilia appunto. Come è possibile avere ancora qualcosa da dire o da scoprire lungo la via Emilia? Eppure si può attraverso le fotografie di Guido Guidi, fotografo cesenate, viaggiatore per necessità, esploratore del paesaggio quotidiano, aratore dell’ordinario.

Per strada” è un libro di Guido Guidi che vi invito a scoprire. Pubblicato nel 2018 dall’editore inglese MACK, raccoglie una cospicua serie di fotografie realizzate tra gli anni Ottanta e Novanta nel territorio tra Bologna, Ravenna e Rimini, dove Cesena rappresenta un baricentro mentale, punto di incrocio tra la via Emilia e la via Romea. Fotografie realizzate su commissione delle amministrazioni comunali, ma anche come ricerca personale nei territori familiari dei propri luoghi di vita. Tutto è ordinario in queste fotografie ma nulla è banale. Anche i sofisticati portici bolognesi sono colti nel loro volto quotidiano, così come le romantiche campagne ci guardano attraverso una ridda di pali, fili, cartelli, insegne, guardrail, marciapiedi, pozzanghere. Eppure fotografia dopo fotografia scopriamo di appartenere a quei luoghi, pagina dopo pagina ci sentiamo sempre più legati a quei paesaggi che ci restituiscono lo sguardo. Perché per Guido Guidi la fotografia è una preghiera, è un atto di immedesimazione con ciò che ci circonda, fosse anche un sasso, come spesso ama ripetere. Per capire meglio il suo pensiero, suggerisco di leggere sull’ultimo numero della rivista il Mulino una ricca conversazione tra Antonello Frongia e Guido Guidi, dove sono ripercorsi alcuni passaggi significativi della produzione artistica del fotografo.

Il libro fa parte in realtà di una serie aperta che l’editore MACK ha voluto dedicare l’opera di Guidi; prima il volume “Veramente” del 2014, catalogo della mostra tenutasi alla Fondazione Henry Cartier-Bresson di Parigi; poi nel 2019 “In Sardegna, 1974-2011”, racconto visivo di due viaggi fatti nell’entroterra sardo a distanza di anni, e sempre nel 2019 “In Veneto, 1984-89” esplorazioni nella città diffusa del nord est. Ora ha appena visto la stampa “Lunario, 1969-1999”, una raccolta di fotografie intime ispirate dalla luna e dalle sue vere o metaforiche apparizioni; una esperienza nuova per chi è abituato ai suoi sguardi anti-romantici dei paesaggi in trasformazione, che sfidano con rigore visivo ogni stereotipo nella rappresentazione dei luoghi di margine, dove città e campagna confondono i propri connotati.

L’invito dunque che faccio non è quello di scoprire o visitare un luogo particolare, ma piuttosto quello di guardare ogni luogo dell’immenso territorio emiliano romagnolo con lo sguardo laico e religioso insieme che Guido Guidi ci restituisce ad ogni sua fotografia.