OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Letizia Ragaglia

Letizia Ragaglia è direttrice di Museion, museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, dal 2009. Per Arte Fiera 2019 è stata membro della giuria del Premio per la Fotografia Annamaria e Antonio Maccaferri.

Foto di Luca Meneghel
 

Ho fatto l’università e la scuola di specializzazione a Bologna; è una città a cui sono particolarmente legata. Da un punto di vista prettamente urbano e paesaggistico amo i colori delle case, i portici, i viali e i colli che la circondano. Dunque venerdì 1 febbraio, il giorno dopo l’opening della fiera decido di farmi una bella passeggiata fino alla facoltà di Ingegneria e Architettura per assistere alla performance sonora di Florian Hecker. Seguo da molto tempo il suo lavoro e anni fa l’ho conosciuto a una cena a Parigi in occasione di un suo intervento presso Radio France. In quell’occasione mi ha raccontato che il suo approccio alla musica sperimentale è nato negli anni Novanta quando si è avvicinato a format sperimentali della musica techno, ma anche attraverso la frequentazione di diversi club a Vienna e Berlino.

Oggi le sue performance hanno luogo in diversi musei, Hecker è stato tra i finalisti del Preis der Nationalgalerie 2015 e ha partecipato a documenta 12, ma io ho trovato particolarmente adatta e “liberatoria” l’ambientazione bolognese, dove è stata eseguita in prima assoluta SynAsTex Korrektur, un live electronics per 9 canali. Mentre nei musei le sue installazioni sonore posso risultare alquanto puriste e isolate, nell’ampio androne dell’edificio ho avuto modo di attivarmi di più come ascoltatrice, di immergermi maggiormente nell’esperienza non solo acustica, ma sensoriale tout court. Ero isolata con la mia esperienza tra la coreografia - e la presenza in parte anche sculturale - degli altoparlanti, ma allo stesso tempo ho molto apprezzato la dimensione partecipativa e anche la curiosità degli astanti che vi capitavano per caso e osservavano (e ascoltavano) con curiosità l’evento.