OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Ludovico Pratesi

Ludovico Pratesi è nato a Roma nel 1961. Collabora con il quotidiano La Repubblica. E’ professore di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Urbino. E’ stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro fino al 2017. Curatore scientifico di Palazzo Fabroni a Pistoia dal 2009 al 2011, Direttore Artistico del Conventino di Monteciccardo dal 2008 al 2012, Presidente dell’AICA dal 2006 al 2010. Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Ha pubblicato una serie di saggi tra i quali Arte come Identità, Perché l’Italia non ama più l’arte contemporanea e L’arte di collezionare arte contemporanea nel mondo globale, Castelvecchi 2019.
Per Arte Fiera 2020 è stato membro della giuria del Premio Wide Art.

  

La visita ad ARTEFIERA 2020 è stata l’occasione di scoprire il lavoro dell’artista irlandese Damien Meade (1969), presentato dalla galleria CAR Drde nella sezione Pittura XXI, curata da Davide Ferri. Mi interessano in particolare i ritratti, dipinti con una particolare attenzione alla texture materica dell’immagine, dovuta al fatto che Meade è principalmente uno scultore, e quindi visualizza i propri soggetti in tre dimensioni. All’interno dell’opera infatti è il volto ad essere rappresentato come una scultura, mentre il busto è accennato e quasi indefinito: il suo processo di lavoro comincia con modellati in gesso, che vengono fotografati e poi dipinti sulla tela, con una tecnica basata sulla stratificazione di velature sovrapposte, alla maniera dei pittori veneziani del Rinascimento. Volti femminili e maschili che emergono da fondi monocromi, con espressioni pensose e malinconiche, che ricordano da una parte i ritratti surrealisti e dall’altra le tele di Michael Borremans, e suggeriscono nei loro incarnati il passaggio del tempo, bloccato da una pittura fredda e consapevole. Come puntualizza giustamente Davide Ferri, “la pittura di Meade si situa sul crinale tra due materialità - quella del dipinto e quella del soggetto rappresentato - che si attraggono e dialogano tra di loro”. Un inquietante incontro tra Giovanni Bellini e Auguste Rodin, che colloca Meade tra i più interessanti protagonisti di Pittura XXI.
 

Damien Meade, Untitled 4, 2019, olio su tela, 65.5x48.5 cm - Courtesy CAR DRDE


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