OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Roberto Martorelli

Roberto Martorelli, dopo una lunga esperienza come interior designer, dal 2000 si occupa del progetto di valorizzazione e restauro del cimitero monumentale bolognese della Certosa, per conto del Museo civico del Risorgimento. Tra le mostre organizzate con relativo catalogo: 'Luce sulle tenebre - Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna' (2010, con Beatrice Buscaroli). Ha scritto diversi saggi e pubblicazioni relativi alla storia ed alla scultura bolognese. E' ideatore e curatore della collana 'Scultori bolognesi dell'800 e '900', primo progetto editoriale di questo genere in Italia.

La mia esperienza di lavoro mi ha insegnato a non dar mai nulla per scontato, al tenermi continuamente aperto a nuovi stimoli e conoscenze. Non a caso gradisco sempre più scoprire luoghi poco battuti dal turismo massificato, piccoli musei o grandi musei scarsamente visitati.

L'Italia è uno dei pochi territori al mondo ad offrire in qualunque luogo stimoli estetici, culturali e sociali stratificati, lasciando tracce grandi e piccole: che neanche la nostra ignoranza o trascuratezza è riuscita del tutto a cancellare. Per me visitare spesso il Cassero per la Scultura di Montevarchi o fare una passeggiata tra gli stand di Arte Fiera o di un mercato antiquario hanno la stessa funzione. Mi procurano lo stesso piacere estetico, mi portano a continui confronti e riflessioni. In questo senso anche l'ammirare un oggetto che fa parte del patrimonio pubblico o l'acquistare un'opera per la propria collezione fanno parte di questa fame di bellezza e conoscenza.

Un interessante luogo – ahinoi molto trascurato – è la Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia, residenza e negozio del noto antiquario locale, trasformato alla sua morte in Museo. Una decadente casa delle meraviglie dove l'oggetto curioso si affianca al capolavoro, l'opera d'arte autentica a quella falsa: tutto all'interno di un edificio in stile pseudo rinascimento spagnolo dove si entra però da un autentico portale del XV secolo proveniente da Valencia.

In questo continuo pellegrinaggio il mio appetito trova pace in qualunque cimitero italiano. Città silenti dove si sono stratificate le esistenze di chi ci ha preceduto, testimoniate attraverso un patrimonio sterminato di piccoli oggetti, epigrafi, architetture, grandiose opere che attraversano tutto il Lungo Ottocento, giungendo ai giorni nostri.
 

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Dal Cassero per la Scultura di Montevarchi, Arezzo


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