OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Silvia Evangelisti

Laureata in Lettere moderne con tesi in Storia dell'arte contemporanea, nel 1989 consegue il Dottorato di Ricerca in Storia dell'arte. Dal 1986 al 2015 è titolare della cattedra di Storia e metodologia della critica d'arte all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1988 comincia la collaborazione con Arte Fiera di Bologna, prima in qualità di consulente e poi, dal 2003 al 2012, come Direttore Artistico. Dal 1983 al 2004 è corrispondente de "Il Giornale dell'arte" (Umberto Allemandi Editore, Torino). Dal 2005 al 2009 è membro della Commissione Unicredit per l'Arte. Nel 2012 viene chiamata, per chiara fama, a ricoprire l'insegnamento Avanguardie e Neoavanguardie alla Laurea Magistrale in Arti Visive alla Scuola di Lettere e Beni Culturali dell'Università di Bologna, incarico che ricopre tutt'ora.

"Frequento" Arte Fiera sin dalla prima edizione del 1974, quando, studentessa di Lettere moderne, ad Arte Fiera sono arrivata come standista, per guadagnare qualche lira. La fiera era allora una fiera campionaria: questo significa che nei padiglioni accanto a quello che ospitava le opere d’arte erano espose attrezzature agricole, camera da letto, baracchini che vendevano panini e crescione. La passione per l’arte contemporanea fu accesa in me proprio da quell’esperienza di standista alla prima edizione di Arte Fiera.

Venivo da studi di arte medievale e moderna e mi trovai catapultata in un mondo diverso e straordinario. Alle prime edizioni della fiera erano presenti le gallerie di Leo Castelli e Ileana Sonnabend, la Malborough, Sidney Jannis, John Weber, Anna Canepa, Parasol, Giorgio Marconi, Lia Rumma, Lucio Amelio, Lucrezia De Domizio. Così conobbi, tra gli altri, Luigi Carluccio, Robert Rauschenberg e lo stesso Leo Castelli. Di Castelli ho un ricordo particolarmente vivo: quell’uomo straordinario mi incantò con la sua (proverbiale) eleganza ed il suo fascino, pur non potendosi certo definire un bel uomo. Ricordo la sua gentilezza e la sua capacità di ascoltare tutti, rispondendo a ciascuno nella propria lingua: agli italiani in italiano, agli americani in inglese, ai francesi in francese, ai tedeschi in tedesco e contemporaneamente chiacchierava con la moglie Ileana in ungherese.

Poi, per dieci anni, mi sono misurata da direttore con il mondo internazionale della fiera d'arte.

Un rischio autentico per le fiere di arte contemporanea è quella dell’omologazione, e Basilea è da sempre il modello. A Bologna ci distinguiamo così: siamo una fiera italiana. L’Italia ha una produzione artistica straordinaria, non abbastanza considerata nel mondo e anche senza molti sostegni.

Arte Fiera è la vetrina internazionale dell’arte italiana nel mondo, e ciò è stato ben compreso da Simone Menegoi, attuale direttore con la vice Gloria Bartoli.

Si naviga in acque tempestose; il mio cuore, e quello della mia città, sono con Arte Fiera.
 

Leo Castelli - Foto: Cordon Press


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