MAZZOLENI

Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni

La mostra unisce tre indiscussi maestri dell’arte italiana del secondo dopoguerra: Lucio Fontana (1899- 1968), Enrico Baj (1924-2003) e Piero Manzoni (1933-1963). Il progetto, curato da Gaspare Luigi Marcone, costituisce un omaggio al 1958, anno particolarmente significativo in cui le diverse ricerche dei tre artisti furono esposte e pubblicate insieme. Nel 1958 infatti furono presentate in Italia due mostre intitolate Fontana Baj Manzoni, entrambe accompagnate da un testo critico di Luciano Anceschi. La prima si tenne presso la Galleria Bergamo nella città di Bergamo dal 4 al 17 gennaio. La seconda ebbe luogo nella Galleria del Circolo di Cultura di Bologna dal 23 marzo all’8 aprile dello stesso anno. Quasi certamente nella mostra di Bologna Manzoni presentò per la prima volta le sue nuove “opere bianche”, successivamente intitolate Achromes. Oltre all’importanza che ebbe per la carriera di Manzoni, il 1958 fu un anno determinante anche per la ricerca di Fontana. Infatti, dopo l’invenzione dei buchi del 1949, iniziò a lavorare sul suo primo Concetto spaziale, Attese realizzando “tagli” sulla superficie della tela e proprio nel 1958 una sala della Biennale di Venezia fu dedicata al lavoro di Fontana con una panoramica sul suo percorso rivoluzionario. Lo stesso anno, nel mese di settembre, fu pubblicato il terzo numero del periodico nucleare Il Gesto, a cura di Baj, Manzoni e Sergio Dangelo. La copertina della rivista, concepita da Fontana, è caratterizzata da una serie di “buchi” mentre all’interno sono riprodotte opere di artisti e poeti contemporanei (Gillo Dorfles, Jean Dubuffet, Marcel Duchamp, Asger Jorn e altri).
L’esposizione è accompagnata dal volume di Marcone Fontana Baj Manzoni 1958 – 2018, edito da Carlo Cambi editore, 2018.

Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni

The exhibition brings together three undisputed masters of Post-War Italian Art, Lucio Fontana (1899-1968), Enrico Baj (1924-2003), and Piero Manzoni (1933-1963). The presentation will be a homage to 1958, an important year in which the differing research of all three artists was displayed and published together. In 1958, two exhibitions were presented in Italy under the title Fontana Baj Manzoni, both accompanied by a critical text by Luciano Anceschi. The first was held at the Galleria Bergamo in the city of Bergamo from the 4th to the 17th of January, the second at the Galleria del Circolo di Cultura in Bologna from the 23rd of March to the 8th of April that year. Almost certainly the Bologna exhibition was the first time in which Manzoni presented his new ‘white works’, subsequently entitled Achromes. Along with its importance to Manzoni’s career, 1958 was also a very significant year for Fontana’s research. Following the invention of the “holes” in 1949, the founder of Spatialism began to work on his first Concetto spaziale Attese featuring “cuts” in the canvas and in 1958 a room was devoted to his work at the Venice Biennale with an overview of his revolutionary approach. The September of that year saw the publication of the third issue of the “nuclear” periodical Il Gesto edited by Baj, Manzoni and Sergio Dangelo. The cover of the magazine, conceived by Fontana, was riddled with a series of “holes” while reproduced inside were the latest works by contemporary artists and poets (Gillo Dorfles, Jean Dubuffet, Marcel Duchamp, Asger Jorn and others).
The exhibition is accompanied by the book by Marcone Fontana Baj Manzoni 1958 – 2018, published by Carlo Cambi editore, 2018.

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