MICHELA RIZZO

Galleria Michela Rizzo presenta La Diseducazione al Reale di Andrea Mastrovito, la prima personale dell’artista nei nostri spazi, curata da Alberto Fiz. La mostra, che inaugurerà a fine gennaio, presenta una selezione di oltre 30 opere, tra cui lavori ideati apposta per lo spazio veneziano. Dopo il successo ottenuto nel 2019 dalle sue personali alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e alla Fondation Bullukian di Lione, con un evento ufficiale durante la XV Biennale di Lione, Mastrovito, tra i vincitori dell'edizione 2019 dell'Italian Council, torna dopo molti anni a esporre in uno spazio privato italiano con una mostra del tutto innovativa, incentrata sull'uso del disegno inteso non come un surrogato della pittura, bensì come tecnica in grado di stravolgere il processo visivo. Come viene percepita la realtà? Come si modifica la verità soggettiva? Chi sta raccontando cosa? Sono solo alcune delle domande che sono poste in evidenza dall'indagine di Mastrovito. Attraverso una serie di rielaborazioni e interpretazioni, il disegno viene esplorato come copia, come traccia e impronta, come metamorfosi o negazione. La Diseducazione al Reale si pone come rinnovato percorso d'indagine in un contesto che sintetizza le tradizionali modalità dell'artista con le sperimentazioni più recenti. Ne emerge, come spiega Alberto Fiz "Una presa di coscienza rispetto a un reale che esce di senno e sfugge a ogni definizione, in una progressiva integrazione di elementi, solo in apparenza antitetici". Il concetto di diseducazione nasce da una riflessione sulla funzione dell’arte e, in questa circostanza, vengono utilizzati elementi iconici della sfera educativa e ludica secondo un progressivo ribaltamento. “L'arte non deve rispondere alle logiche del politically correct, né tantomeno sottostare alle convenzioni sociali, etiche o politiche” afferma Andrea Mastrovito. Nel percorso di mostra, la presenza di elementi della nostra infanzia, di oggetti legati alla formazione scolastica o pedagogica, appaiono come un richiamo intenzionale e fuorviante. I righelli colorati, il frottage, le lavagne, senza mai perdere del tutto il loro significato originario, si trasformano in materiali d'uso dove il disegno si impone per raccontare vicende mitologiche o fiabe paradossali caratterizzate da infiniti rimandi e interferenze semantiche. Ed è proprio attraverso il disegno che si può studiare, reinterpretare e riscrivere il reale. Con questa modalità, Mastrovito intende posizionare il disegno come linguaggio contrapposto alla scrittura, perché, come suggerito da Alighiero Boetti in Scrivere con la sinistra è disegnare, il disegno rappresenta l'origine e la fine della scrittura stessa. Va poi sottolineato come il mondo dei contrasti e delle iperbole, temi centrali della sua ricerca, emergano ancora una volta con insistenza nel rapporto vita/morte, luce/buio, bene/male. All’interno degli ampi spazi della Galleria Michela Rizzo, il percorso è suddiviso in cinque sezioni tematiche: ogni scelta è frutto di un processo che ripercorre parte delle ossessioni dell’artista e le sue ricerche recenti in modo da offrire una panoramica esaustiva del suo lavoro, con una parte di produzione che esplora un media assolutamente nuovo.
Per IN GALLERIA, abbiamo scelto di mostrare una preview di due delle cinque sezioni tematiche in cui sarà divisa la mostra. Storia di un fiore: questa sezione si compone di quattro grandi frottage su carta, ricalcati da una composizione di monete mediante una tecnica ludica infantile, che riflettono attorno all'idea di bugia e di denaro. L’uomo che poteva fare miracoli: è una selezione di lightbox composta da righelli colorati che, partendo dal Mito della Caverna di Platone, ruota attorno al concetto di percezione di un oggetto a seconda del contesto.

Galleria Michela Rizzo presents La Diseducazione al Reale by Andrea Mastrovito, curated by Alberto Fiz. This new exhibition, which represents the artist’s first solo show in our venue, will open at the end of January featuring a selection of more than 30 works, including site-specific installations. After the 2019 success of his solo shows at Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Rome) and at Fondation Bullukian (Lyon) - with a collateral event during the XV Lyon Biennale - Andrea Mastrovito collaborates for the first time with the Venetian gallery presenting an innovative exhibition focused on drawing, not conceived as a mere substitute for painting, but as a tool for exploring reality. How is reality perceived? How does subjective truth change according to the context? Who is narrating reality? These are just some questions that arise from Mastrovito's research. La Diseducazione al Reale (literally “The Miseducation to the Real”) is a new research path where the artist synthesizes his original practices with his most recent experiments. The concept of miseducation comes from a reflection on the role of art in the contemporary world: “Art must not respond to the logic of politically correct, nor it must submit to social, ethical or political conventions” says Andrea Mastrovito. In this exhibition, the use of objects related to the scholastic and the pedagogical sphere appears as an intentional reminder. The coloured rulers, the frottage and the blackboards do not lose their original meanings, but they are employed as a support to represent mythological events or paradoxical fairy tales, characterized by infinite references and semantic interferences. The exhibition is divided in 5 thematic sections, reflecting Mastrovito’s research.
For IN GALLERIA, we offer a preview of two of them. Story of a flower: this section consists of four large frottages on paper, a childish technique obtained by tracing with a pencil a composition of coins. Here, the artist reflects about the idea of ​​lies and money. The man who could work miracles: it is a selection of lightboxes realised with coloured rulers and pencils. The subjects represented originate from Plato's Myth of the Cave and revolve around the concept of perception of an object in different contexts.

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