CORTESI

Cortesi Gallery propone una selezione di artisti che ripercorre la storia espositiva della galleria. Oltre a presentare artisti storicizzati del Secondo Dopoguerra, tra cui Agostino Bonalumi, Piero Dorazio e Mimmo Paladino, si è deciso di omaggiare la città di Bologna con una selezione di stampe fotografiche dell’artista tedesca Candida Hoefer, a sottolineare il nuovo impegno della galleria nel porre una particolare attenzione verso lo stretto contemporaneo e nel supportare tutte le forme artistiche. Il progetto vuole raccontare e ricordare il lungo percorso espositivo che ha visto Cortesi Gallery coinvolta negli ultimi anni. Singoli spot monografici che vogliono porre l’attenzione sulla continua ricerca portata avanti dalla galleria, raccontando il lavoro di ciascun artista attraverso una rigorosa selezione di opere in grado di presentare i fattori distintivi ed emblematici del loro linguaggio artistico. Saranno così presentate opere di Agostino Bonalumi, maestro delle estroversioni, riallacciandosi all’importante mostra curata da Marco Meneguzzo e realizzata in collaborazione con l’Archivio Agostino Bonalumi presso Palazzo Reale nel 2018. A questa produzione di pittura-oggetto di uno degli artisti più importanti del nostro Novecento saranno accostati capolavori del maestro Mimmo Paladino, riconosciuto come uno dei più versatili rappresentanti del movimento artistico della Transavanguardia. Il lavoro dell’artista, definito da un linguaggio fortemente riconoscibile, è caratterizzato dal segno e dalla potenza primitiva dell'immagine. Ricca di riferimenti sia al passato che al contemporaneo, l'arte di Paladino vuole indagare un mondo ricco di riferimenti simbolici e visionari. A queste opere saranno accostati capolavori di Piero Dorazio, anticipando un importante progetto che vedrà la galleria coinvolta a partire dal 2021. Come anticipato parte dello progetto verrà dedicato alla fotografa di fama internazionale Candida Hoefer. Esponente della cosiddetta Scuola di Düsseldorf, Candida Hoefer ritrae con stile documentario ambienti interni, prestando minuziosa attenzione nei confronti dei dettagli decorativi. Le stampe selezionate per l’occasione, realizzate nel 2006 ed esposte nella stessa Bologna e Pesaro, sono dedicate a due tra i più belli interni pubblici bolognesi, la Biblioteca universitaria e il Teatro di villa Mazzacorati. Ponendosi quasi sempre frontalmente rispetto agli oggetti della sua osservazione e perpendicolarmente a corsie e corridoi, le dimensioni imponenti fanno sì che lo spazio protagonista entri in dialogo diretto con l’osservatore.

Ritorna