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Vesko Gagović

Vesko Gagović è nato nel 1963 a Niksic (Montenegro). Dopo molte mostre internazionali in musei e gallerie, ha rappresentato il Montenegro alla 58ma Biennale di Venezia (2019). Gagović crea un'immagine illusionistica che agisce sulla realtà, trasformandola, e diventa essa stessa realtà. Il progetto degli oggetti fluttuanti esposti alla Biennale di Venezia ci conduce, attraverso l’uso archetipico di forme, colori (l’oro) e luce, oltre il concetto di tempo. L'ispirazione dell'artista trova il suo punto di partenza nel film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, che tratta dell'evoluzione umana, dell'idea dell'esistenza di vita extraterrestre intelligente e di un suo possibile impatto sulla vita terrestre. Il Monolito simboleggia il più alto ideale umano, i cui confini sono sempre fuori portata, ma che è fonte d'ispirazione costante. Ispirato dai considerevoli sviluppi della tecnologia e dal suo impatto sulla vita umana, l’artista crea un'opera che riporta le sue riflessioni sull'argomento. La forma è il costituente principale di quest’opera; assume significati plastici, concettuali e associativi e stabilisce la relazione tra il tangibile e l'intangibile, il reale e il fantastico. Caratterizzato da una visualità pura e alquanto ridotta, il mondo delle forme primitive sfida le forze gravitazionali elevandosi verso le vette dello spirito umano. Gli oggetti sono vuoti: la vacuità è vissuta come uno spazio dello spirito e della contemplazione, e come consapevolezza acuta della bellezza della transitorietà. Rappresenta la singolarità dello spazio assente, le sue qualità metafisiche e la separazione dello spirito dal mondo materiale; e introduce una meditazione sulla relazione tra l'artista, l'opera d'arte e l'osservatore. Gli elementi che creano il volume appaiono antichi come il Monolito, introducendo, oltre alle solite tre, anche la quarta dimensione, quella del tempo (lineare). Annullandolo.

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