OSSERVATORIO ARTE FIERA

photo

Massimo Torrigiani

Massimo Torrigiani è tra i fondatori di Boiler, agenzia creativa con uffici a Milano e Barcellona, e di Fantom, organizzazione senza scopo di lucro che esplora le traiettorie di fotografia, suono e arti visive. Progettando e producendo mostre, installazioni, spettacoli dal vivo, e progetti editoriali e discografici.
Dall'edizione 2019, Fantom cura la Sezione FOTOGRAFIA E IMMAGINI IN MOVIMENTO di Arte Fiera.

 

Why Art Museums? Ogni riflessione di e su Alexander Dorner, sulle cose che ha immaginato, scritto e fatto con musei, artisti e arte è sempre benvenuta. Saranno nuove anche domani.

Dorner fu fiancheggiatore degli artisti “degenerati”, degli astrattisti, della Bauhaus, oppositore del nazismo, esule negli Stati Uniti, rivoluzionario nella concezione delle opere e del loro modo di stare al mondo, inventore di allestimenti sinestetici e immersivi. In questo libro, appena pubblicato dalla MIT Press con la Rhode Island School of Design, del cui museo Dorner fu direttore dal 1937 al 1941, si racconta da una diversa angolatura la sua traiettoria, soprattutto americana. 

Why Art Museums? Ecco: perché i musei d’arte? Questione attualissima. Mentre di musei se ne aprono a decine, le parole “museo” e “arte” sono esauste, “sinestetico”, “multimediale”, “immersivo” ed “esperienza” gergo commerciale. Per ridar senso e vita a tutto ciò, tornano gli spiriti di Dorner e dei suoi sodali: El Lissitzky, Gropius, Malevich, Moholy-Nagy, Panofsky, Schwitter… Sensibilità, intelligenza, attitudine alla ricerca e al cambiamento; pensare, connettere, inventare. Un lavoro cominciato cent’anni fa e mai finito, infinito, come suggerisce il sottotitolo del libro: The Unfinished Work of Alexander Dorner.

WHY ART MUSEUMS? The Unfinished Work of Alexander Dorner

 

P.S.: Mentre scrivo questa nota, la mia mente è occupata dalla notizia della morte di Carlo Santamaria, della Galleria Raucci Santamaria di Napoli e Milano. Insieme al suo compagno di avventure Umberto, Carlo è una delle persone più curiose, entusiaste, accoglienti, generose, sapienti e sorprendenti che io abbia avuto la fortuna d’incontrare. Ogni momento in sua compagnia è stato caldo e divertente. Lo voglio ricordare qui con il sorriso degli occhi che è solo suo. Carlo mi perdonerà la vena sentimentale