OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Fabio Farnè

Fabio Farnè è da sempre appassionato d’arte contemporanea.
Imprenditore negli anni ’80 e ‘90, coinvolge artisti in progetti sperimentali all’interno di un’azienda
elettromeccanica, Nel 2008, ospita a Roccagloriosa (SA) una mostra che dà il via a una serie di progetti volti ad offrire spazi di sperimentazione agli artisti: Rocca appunto, residenza per artisti.
A Bologna, in Galleria del Toro, nella loggia dell’EX Hotel Brun, organizza mostre dal 2011 al 2013. A questo si affianca Gaff a Milano, spazio espositivo dal 2010 al 2016 e laboratorio dal 2016 al 2018. Nel tempo ha così collaborato con alcuni degli artisti più significativi degli ultimi anni, tra i quali: Cuoghi Corsello, Flavio Favelli e Sissi. Nel 2013 fonda a Bologna Localedue, nel distretto Manifattura delle Arti, a due passi dal Mambo, spazio di studio e sperimentazione ancora oggi attivo con la collaborazione di Gabriele Tosi e Filippo Tappi.
Per l’edizione di Art City 2021, ha organizzato presso il Giardino Storico di Villino Giulia l’installazione “Cambio della Guardia” di Bekhbaatar Enkhtur.
https://www.localedue.it


„TREKKING, 1992. Ricordo ancora con commozione la bellissima domenica del novembre 1992 in cui Emilio Fantin ha organizzato il suo primo trekking, per il popolo dellarte. Vi era un sole quasi irreale, luminoso e caldo allo stesso tempo, quasi un miracolo, se si pensa come le normali condizioni meteorologiche novembrine dovrebbero dispensare piuttosto nebbie e freddo…”.

Mi riconosco completamente in questo commento di Renato Barilli al Trekking dell’arte organizzato nel ’92 da Galleria Neon ed Emilio Fantin.

Conoscevo pochissime persone e neppure lontanamente immaginavo che sarei diventato amico di tanti. Sono passati quasi trent’anni e mi ritrovo oggi a scorrere il video che ha documentato l’evento.

INTERVISTATORE: come mai sei qui? cosa ti aspetti?

INTERVISTATO: (sorrisini) non so. abbronzarmi forse.

INTERVISTATORE: come mai nessuno sta pensando all’arte in questo momento?

INTERVISTATO: perchè si sta troppo bene…

INTERVISTATORE: perchè pensi che l’arte sia qualcosa necessariamente legato alla sofferenza?

INTERVISTATO: forse sì!

INTERVISTATORE: qual è il senso di questa cosa?

INTERVISTATO: conoscersi.

INTERVISTATORE: ma non potevamo stare in galleria a conoscerci?

INTERVISTATO: fare le cose assieme è diverso… hai sensazioni diverse che stare in galleria…

Non so se l’esperimento di modificare i rapporti comunicativi nel mondo dell’arte “solitamente cristallizzati nelle rituali occasioni di ritrovo di addetti ai lavori e pubblico” in questa occasione sia riuscito o meno, certo è che tanta parte del lavoro mio e della crew di Localedue a questa discussione ha cercato di aggiungere un tassello.
 

Trekking dell'Arte


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