OSSERVATORIO ARTE FIERA

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Filippo Tappi

Filippo Tappi (Cesena, 1985, vive a Bologna) è un artista che lavora con la scultura, la stampa e le dinamiche collettive. Nel 2010 fonda Tipografia Testamento, organo di stampa dedicato a edizioni rapide e pubblicazioni artigianali. Nel 2019 è co-fondatore di Nights, progetto collettivo nomade tra arti visive, robotica e scrittura. Dal 2020 è parte dello staff di localedue. È stato uno degli artisti in residenza al MAMbo per il progetto “Il Nuovo Forno del Pane”. Ha ideato con Marco Casella la nuova identità visiva di Art City Bologna 2021.

Photocredit: Federico Landi, Valentina Cafarotti

La notte è una direzione dello sguardo. I luoghi che siamo abituati a frequentare di giorno cambiano verso, si ribaltano e il tempo con cui li si abitano slitta in una zona che ha regole altre. Questa visione ha guidato l’ideazione della nuova identità visiva di Art City Bologna 2021, realizzata insieme a Marco Casella. La città diviene notturna, splende di una luce artificiale e astronomica. Art City come la notte di Bologna.

Nel 2016 ho passato una notte intera nella Sala delle Ciminiere del MAMbo. Lo spazio era abitato dai movimenti lenti e ripetitivi di alcune figure, c’erano oggetti sparsi, tessuti intrecciati e appesi, una luce grigia attraversata da flebili flash e proiezioni nuvolose, e una colonna sonora fatta di frammenti musicali allungati e loop addormentati. Si poteva entrare e uscire a piacimento, dormire, attendere, annoiarsi, pensare, non pensare. Ci si poteva immergere in una dimensione temporale alterata, lunga, senza una fine. Era Natten di Mårten Spångberg per Live Arts Week V.

Ieri notte sono apparse alcune strane antenne sui pali dei lampioni di una piazza, qui a Bologna. Sono escrescenze d’isomalto cristallizzato e metallo, la loro trasparenza zuccherina filtra e ritrasmette la luce artificiale. Sono anche ripetitori di un immaginario fatto di energia invisibile, di dati e di paranoia. Distillano l’immagine delle acute forme metalliche che notiamo quando alziamo lo sguardo camminando in città, o scrutando i profili dei colli quando il sole cala. 
 

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1 - Un'immagine dall'identità visiva di Art City Bologna 2021
2 - Mårten Spångberg, Natten, 2016. (Live Arts Week V, MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, foto Luca Ghedini, courtesy Xing)
3 - Lorenzo Lunghi, Now I Got You! You’re the One Putting Up the Antennas, 2021. Caramello, acciaio. (Leftovers, a cura di Luca Poncetta, courtesy Localed)


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