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CORPO SENSIBILE

BARLUMI DEL DOCUMENTARIO

a cura di Marco Bertozzi

Arte Fiera - Mambo
Bologna 26-29 Gennaio 2017

 

 

CONCEPT

Un focus sulle forme al confine fra video arte e cinema documentario. Una frontiera porosa, laddove l’apparenza del reale si carica di scarti, lacerazioni, slittamenti, sino a produrre sguardi originali, capaci di questionare l’apparenza realistica delle immagini. Opere di giovani autori che sondano il mistero di questa relazione: tracce d’archivio, poemi di luce, lembi visuali alle soglie dell’esperienza estetica, laddove il reale è costantemente da reinventare e il cinema documentario l’opposto di un paradigma della certezza. Corpo sensibile mira anche a ricomporre un campo generazionale comune. Gli artisti proposti stanno vivendo una dimensione internazionale, segnata da residenze e collaborazioni capaci di ibridare poetiche e linguaggi dell’arte  contemporanea:  per partecipare, indistintamente, a festival di cinema o a momenti espositivi nei più classici canali distributivi dell’arte contemporanea.

Otto incontri, due al giorno, in cui ogni artista presenta alcune sue opere e ne discute con Marco Bertozzi. Per riflettere sul quel limite - forse inesistente? - fra cinema documentario e arte contemporanea. Nonché sull'idea di film come performance, come luogo in cui l'autore vive una dimensione creativa che investe il suo corpo, diversi media, spunti autobiografici. Atti poetici multipli e, spesso, non protetti.

 

GLI ARTISTI (in ordine alfabetico)

Milo Adami (Roma, 1981), Virginia Eleuteri Serpieri (Roma, 1974), Luca Ferri (Bergamo, 1976), Riccardo Giacconi (Tolentino, 1985), Chiara Malta (Roma, 1977), Caterina Erica Shanta (Landstuhl, 1986), Cosimo Terlizzi (Bitonto, 1973), Danilo Torre (Catania, 1978).

 

LUOGHI E DATE

Corpo sensibile viene ospitato negli spazi espositivi del MAMBO di Bologna da giovedì 26 a domenica 29 gennaio 2017. Due incontri al giorno, per un totale di otto presentazioni (video + talk), della durata di circa un’ora e un quarto l’una. Primo incontro alle 17.00, secondo alle 18.30. Sabato 28 incontro ad Artefiera alle 14.30, nello spazio Talk, per una presentazione/riflessione  generale sui temi del Focus, con il curatore e alcuni artisti presenti. Nella notte di sabato 28, in occasione della Notte Bianca, proiezione di tutti i film della rassegna al Mambo, dalle 20 alle 24.

 

IL CURATORE

Marco Bertozzi insegna Cinema documentario e sperimentale all’Università IUAV di Venezia e fa parte di quel gruppo di autori che, negli ultimi anni, ha contribuito alla rinascita del documentario italiano, con un forte impegno teorico e di promozione culturale. Ha insegnato Cinema documentario al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e al Conservatorio internazionale di Scienze Audiovisive di Lugano e curato rassegne sul documentario italiano in Francia, Canada, Stati Uniti. Fra i suoi libri L’idea documentaria (a cura di, 2003), Storia del documentario italiano (2008 - Premio Limina Awards quale miglior libro di cinema dell’anno) e Recycled cinema (2012, prima riflessione italiana sul found footage film). Tra i suoi film Appunti romani (2004), Il senso degli altri (2007), Predappio in luce (2008), Profughi a Cinecittà (2012). Recentemente ha condotto “Corto reale. Gli anni del documentario italiano”, un programma in 27 puntate per il canale RAI Storia.


MILO ADAMI

Milo Adami nasce a Roma nel 1981 e dopo gli studi in Storia dell’arte si sposta allo IUAV di Venezia, dove nel 2007 si laurea con Giorgio Agamben in Arti visive. Nel 2010, con Luca Scivoletto, dirige A Nord Est, il suo primo documentario, presentato in decine di festival e meritevole di numerosi premi. Per artisti, fashion designer e istituzioni come il MACRO di Roma realizza vari video firmandone la regia. Associa all’attività di videomaker quella di studioso e nel 2016 consegue il Dottorato di ricerca all’Università La Sapienza di Roma, con una dissertazione dal titolo: Immagini in movimento: lo scompiglio dei formati, supporti e dispositivi tra video, cinema e arti visive.

Me video, 2006, 4’
Un autoritratto in video, il corpo dell’autore, ripreso da una camera fissa, fluttua nello spazio, abbandona il realismo della figura umana e si tende nello sforzo estremo, irraggiungibile, forse vacuo, di riprodurre le immagini di artisti che lo hanno preceduto. 

A Nord Est, 2010, 44’ (con Luca Scivoletto)
Un viaggio lungo la statale 11 “Padana Superiore”, da Venezia al lago di Garda. Allontanandosi dall’eterna bellezza della città lagunare, l’esplorazione di un territorio ferito, accompagnato dalle storie e dalle voci di personaggi che del mitico Nordest abitano e vivono le più evidenti contraddizioni.

Il minestrone, 2016, 7’
Un divertissement di montaggio, con video scaricati collettivamente da YouTube, un assemblaggio di immagini fra le più disparate, riunite attorno alla polisemia della parola “azione”. Omaggio all’omonimo film di Sergio Citti, il Minestrone è il primo episodio di un abecedario magico dedicato al web.

 

VIRGINIA ELEUTERI SERPIERI

Virginia Eleuteri Serpieri è nata a Roma (1974) e si è diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia e laureata in Lettere all’Università La Sapienza. E’ regista di film e documentari sperimentali che hanno partecipato a diversi festival nazionali e internazionali come la Festa del Cinema di Roma (IT), Pesaro Film Festival (IT), Now&After (RU), l’Exis (KR), Videoformes (FR). Nel 2015, con il suo documentario My Sister is a Painter, ha ricevuto il premio Casa Rossa Art Doc alla 33° edizione del Bellaria Film Festival.

Home,  2007, 10’
Frammenti di passato tratti da film di famiglia dialogano, si distaccano, si inseriscono in parti animate in digitale. Home è il secondo capitolo di una trilogia sulla memoria di matrice autobiografica, un lavoro che mescola creativamente fotografia, disegni, video e animazioni.

Perduta visione, 2009, 5’
Un giorno d’estate di cinquant’anni fa. Una ragazza passeggia in montagna con tre bambini. Ha una gonna rossa, a fiori, capelli biondi che le coprono il viso e  l’occhio destro. Un ragazzo, seduto all’interno di una 500 blu, la osserva. Un’immagine che gli si imprime nella mente, indelebile. L’audio e il video raccontano due storie differenti, legate dall’emozione di uno stesso ricordo.  

My Sister is a Painter, 2014, 37’
Ci sono molti modi per raccontare gli altri. L’autrice ha scelto uno sguardo interno. Per lei è stato semplice, visto che ha scelto di raccontare sua sorella Lisa. Per prima cosa ha individuato una parola pensando al suo lavoro di pittrice: corpo. E da lì è partita per intraprendere il suo viaggio di conoscenza.

 

LUCA FERRI

Luca Ferri (Bergamo, 1976), si occupa di immagini e parole. Dal 2011 si dedica alla scrittura, alla fotografia e alla regia di film presentati in festival nazionali ed internazionali. Il suo primo lungometraggio di finzione, Abacuc, uscito in sala nel 2015, è stato presentato al Torino Film Festival e al Festival de Mar del Plata. Con Cane Caro ha esplorato il rapporto fra immagini d’archivio, immaginari medicali e voce narrante. L’ultimo suo lavoro, Colombi, è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2016.

Cane caro, 2015, 18’
Immagini d'archivio, a bassa qualità, poi voce meccanica, asettica, che ci racconta una storia. Un anziano signore porta il suo amato cane in una clinica da un dottore russo somigliante ad Adorno. Il sangue del suo quadrupede deve essere pulito attraverso alcune macchine automatiche. Nella lunga ed estenuante attesa osserva i procedimenti medici e tutti i movimenti degli infermieri mentre riflette sul piacere che prova nell’affidarsi agli automatismi dei procedimenti meccanici.  

Tottori, 2015, 7’
Siamo a Tottori in Giappone, nel territorio desertico più piccolo del mondo con una superficie di 30 km², dove venne girato il film La donna di sabbia di Hiroshi Teshigahara. Ogni anno più di 2 milioni di persone si recano in visita di questo luogo in continua trasformazione, modellato dalle correnti marine e dal vento. Come descritto nella composizione musicale del film, punti per suoni elettroacustici 2015 di Dario Agazzi, i “punti” umani con i relativi ombrelli vagano in un paesaggio quasi metafisico.

Colombi, 2016, 20’
Una coppia d’innamorati trascorre insieme un secolo di vita mentre le mode, gli oggetti e i film si susseguono in una lenta e inesorabile discesa verso il raccapriccio. La loro ossessione per i pomelli ottagonali delle caffettiere e per il design anonimo li accompagnerà lungo il passare delle decadi. Invecchiando e perdendo lentamente le forze, ma mai la lucidità, preferiranno escludere il mondo, oscurando e sigillando le persiane della loro abitazione e rinchiudendosi in loro stessi, sfogliando vecchie enciclopedie di animali estinti.

 

RICCARDO GIACCONI

Ha studiato Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia, la University of the West of England di Bristol e la New York University. Il suo lavoro di artista e film maker è stato presentato in varie esposizioni: il FRAC Champagne-Ardenne (Reims), Tranzitdisplay (Praga), Peep-Hole (Milano), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), e nella sezione Résonance della Biennale di Lione. Nel 2007 ha co-fondato il collettivo Blauer Hase con cui cura la pubblicazione periodica Paesaggio e il festival Helicotrema. Ha svolto diverse residenze per artisti – Via Farini a Milano, Lugar a Dudas in Colombia, al Macro di Roma - e presentato i suoi film in  numerosi festival, fra cui il Torino Film Festival, il Festival Internazionale del Film di Roma, il Marseille International Film Festival (dove, nel 2015, vince il Gran Premio della Giuria con il Il documentario Entrelazado).

Notre-Dame de Fourvière, 2011, 10’
Una conversazione con un prete, sui concetto di verità e scherzo, registrata in un confessionale della Chiesa di Notre-Dame de Fourvière, a Lione.

Entrelazado, 2014, 37’
A Cali, in Colombia, un sarto, un burattinaio, un parapsicologo e un fisico narrano episodi presumibilmente avvenuti in città, facendo emergere una latente “correlazione” fra la scomparsa di una mucca, un caso di possessione per opera di una marionetta, il verificarsi del paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen e la caduta di un bus in un fiume a causa di un leone.  A tessere la rete di collegamenti è un occhio meccanico cinematografico che forzando ai limiti estremi le proprie possibilità di visione si fa tramite rivelatore di relazioni occulte: dettagli che la vista umana non riuscirebbe a isolare, grazie alla potenza del primissimo piano diventano un misterioso paesaggio in cui si annidano sorde minacce, anticamera del cupo in agguato costante.

 

CHIARA MALTA

Chiara Malta è nata a Roma e vive a Parigi dal 2002. Ha realizzato diversi cortometraggi tra finzione e documentario  (L'Isle, J'attends une femme, Les yeux du renard, l'Amour à Trois, L'existence selon Gabriel, Histoire de Stefano) mostrati  in numerosi festival internazionali e in televisione (France 2, Canal+). Dopo il lungometraggio documentario Armando e la politica – trasmesso su Arte, presentato in apertura al Festival di Torino – diviene artista residente a Villa Medici, a Roma. Meritevole di numerosi premi in ambito cinematografico, é attualmente in preparazione del suo prossimo film, fra la Francia, l’Italia e la Romania.

 L’Isle (L’isola), 2004, 10’
Durante un’estate torrida un uomo sta preparando un film d’animazione erotica. Pur concentrato e immerso nel silenzio, lancia sguardi complici verso l’obiettivo che lo sta filmando…

 J’attends une femme (Aspetto una donna),  2010, 20′
Mireille disegna per Olivia una donna nuda e un cane. Anna si trucca. Priscillie e Virginie si spogliano. Milo conosce le gambe delle ragazze. Annie è a suo agio con gli strumenti del suo mestiere. Françoise legge le carte. Christian è geloso. E io filmo questo piccolo teatro , in attesa del tuo arrivo…

 L'Existence Selon Gabriel (L'esistenza secondo Gabriel), 2015, 20’
“Quando ero bambina sapevo tutto. Mi sono risvegliata adulta e non so più niente…”. Un racconto filosofico in cui l’autrice riflette sul tempo perduto dell'infanzia.  

 

CATERINA ERICA SHANTA

Caterina Erica Shanta è nata a Landstuhl, in Germania (1986) e opera sulla pratica documentaria quale strumento di esplorazione della memoria individuale e collettiva. Dopo un primo lavoro autobiografico E’ troppo vicino permettere a fuoco (2012), ha spostato la sua ricerca su contenuti inerenti la battaglia delle immagini, come in Intersezioni per un film senza immagini (2015), sulla comunità e la rete delle donne musulmane di Milano; o in Sogni, un documentario sulla presenza-assenza del cinema fascista della Repubblica di Salò a Venezia, tra il 1943-45. Attualmente sta lavorando al film Cielo Stellato, che girerà nei prossimi mesi a Matera. Scrive sul blog di cinema e arti visive www.verificaincerta.it e www.entr-acte.it

È troppo vicino per mettere a fuoco, 2012 (con Valeria Marchesini), 13’
Un documentario autobiografico che narra della vita di Caterina attraverso le fotografie del padre e del patrigno. Entrambi nell’esercito, hanno realizzato molte fotografie di lei e delle missioni militari, sia in Italia che all’estero. Una microstoria (nella definizione di Carlo Ginzburg) sulla sua famiglia, connessa alla grande Storia, dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989 alla Seconda Guerra del Golfo. Tutte le fotografie del film provengono dall’archivo privato della famiglia di Caterina Erica Shanta.

Vedere senza toccare, toccare senza Vedere, 2014, 16’
“Imparo la gestualità dei lavoratori di una fabbrica per poterne riprendere le mani sin nel minimo particolare. Riprendere la manualità artigianale fatta di gesti, il cui dettaglio arriva sino alla punta delle dita. L’immagine si ingrandisce e si sgrana in una rete di pixel che diventa pelle stessa dell’immagine. La mia stessa gestualità è stata, durante le riprese, fotografata da un terzo soggetto in scena…”

Intersezioni: per un film senza immagini, 2016, 17’
Il visibile occultato dallo stereotipo. Frammenti di interviste a donne della comunità musulmana di Milano, letti da una singola voce. Diversi punti di vista, spesso contraddittori, montati in modo da raccontare la crescita di una bambina, il suo diventare donna, e poi madre... La scelta è di non produrre qualcosa di visibile utilizzando egualmente il termine film, quale strumento critico sullo statuto dell’immagine mediatica, per sondare diversamente il racconto umano.

 

COSIMO TERLIZZI

Cosimo Terlizzi nasce nel 1973 a Bitonto (Bari). Segue un percorso di studi artistici a Bologna, sviluppando il suo lavoro attraverso l’uso di diversi media, dalla fotografia alla performance, alla video arte. I suoi soggetti partono dal singolo per giungere al sociale e in questa direzione ha fatto del ritratto il suo strumento d’indagine privilegiato. Ha esposto le sue opere in musei e gallerie quali la Galleria d'Arte Moderna di Bologna, la Fondazione Merz di Torino, la Galleria d'Arte Contemporanea di Trento, il MACRO di Roma, il National Museum di Breslavia; e in festival di cinema, come il Festival Internazionale del Cinema di Roma, il London International Documentary Festival, il Premio internazionale del documentario e del reportage mediterraneo di Marsiglia e France Doc di Parigi.

L’uomo doppio, 2012, 67’
«Distruggi il tuo ego» è la frase scritta sul muro dell’appartamento di un’amica, morta in tragiche circostanze. Queste parole conducono Cosimo a riflettere su sé stesso, immergendolo in un processo di auto conoscenza: un diario audiovisivo fatto di vita di coppia, voyeurismo, spostamenti geografici, tradimenti multimediali. Le tracce raccolte portano più in là di quanto pensasse, mettendo in luce i lati oscuri di sé e del suo compagno. Un’indagine sulla natura stessa dell’uomo, diviso tra istinto e morale.

La benedizione degli animali, 2013, 7’
Una mucca si guarda allo spec­chio, un maiale gigante si riposa in una poz­zanghera di fango, una zampa di coniglio appesa come un tal­is­mano, un fagiano annun­cia con il suo canto l’arrivo dello straniero. In questa fat­to­ria piena di ani­mali, la minac­cia della morte è vic­ina. Ma al suo posto, ha luogo un rito della benedi­zione, cel­e­brando così il dramma e la bellezza della vita.

 

DANILO TORRE

Danilo Torre nasce a Catania e nel 1997 inizia a lavorare come montatore con gli allora innovativi sistemi digitali. Nel 2003 si diploma in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove attualmente insegna tecniche di montaggio. Foundfootage e Mashup sono le principali linee di ricerca nel suo lavoro artistico. Nel 2011 vince il Milano Talenti Creativi con il progetto Geniuslocifilm, prima alla Scuola Paolo Grassi, poi all’Ex manifattura tabacchi ed infine alle Officine Creative Ansaldo. Nel 2012 partecipa alla mostra Lo Sguardo Espanso sul cinema d’artista dove, a fianco al cinema di Paolo Gioli e a quello futurista, compare la sua opera Oblò. Fa parte del Fronte di resistenza analogica.

Febbre, 2000, 5’
Video lisergico tra il found-footage puro e il mash-up è un’aggressione all'immagine della donna, intesa come figura, simbolo, corpo e metafora della creatività e dell'ispirazione. Creatività iconoclasta che brucia, si deforma e ingenera giochi di luci e di colori…

Magic fantasy light MFL , 2003, 7’
Una falsa memoria innestata in una creatura non organica ripercorre la vita di un'ipotetica donna, attraverso i ricordi privati di scene balneari e combustioni artigianali.  

In focus memories 2005, 5’
Il video prende spunto dalle memorie personali di sconosciuti e dal tentativo di metterle a fuoco, cristallizzando l'attimo in cui tutto brucia e il ricordo svanisce. Ogni combustione è un atto irripetibile, in quanto il fotogramma bruciato, per quanto simile ad altri, non è altro che uguale a se stesso…

Inaudible fragment 2011, 3’,25’’
Nello stesso tempo un mash-up, un found footage e un detournament situazionista. Nel film confluiscono temi brechtiani, come la rivoluzione, il lavoro, la carne, il comunismo. La struttura narrativa ha l'incipit nella rivoluzione, immagini di Lenin e di Berlino ai tempi della repubblica di Weimar intrecciate con un banale film di cow-boy con il sottofondo musicale di Auber… 

Bank Robbers, 2014, 5’
Installazione transmediale composta da monitor catodici che riproducono sequenze di rapine in banca, fra “supercuts” di immagini prese da film classici e rapine provenienti da CCTV.  Chi compie la rapina è definito con il termine “autore”, come si usa  per un libro, un film o un' opera dell’intelletto. La riappropriazione è il tema dell’opera. 

 

Corpo Sensibile  - Programma MAMbo

Giovedì 26 gennaio
17 - Caterina Erica Shanta
18.30 - Milo Adami

Venerdì 27
17 - Danilo Torre
18.30 - Virginia Eleuteri Serpieri

Sabato 28
17 - Chiara Malta
18.30 - Cosimo Terlizzi

Domenica 29
17 - Riccardo Giacconi
18.30 - Luca Ferri



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