GLAUCO CAVACIUTI

Presso la galleria d’arte Glauco Cavaciuti dal 29 ottobre 2020 possiamo dare uno Sguardo sulla transavanguardia, ammirando i lavori di tre degli artisti che l'hanno fondata: Sandro Chia, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. Le avanguardie lavoravano all'insegna di un'evoluzione linguistica lineare che prendeva le proprie mosse dagli antenati nobili, ovvero le avanguardie storiche. La crisi economica, culturale, politica e morale degli anni Settanta ha dimostrato che la storia procede per piani imprevisti, non linearmente. Partendo da questo presupposto la transavanguardia, come movimento di transizione, di nomadismo culturale e di recupero della pittura, si è proposta di superare il linguaggio astratto-concettuale delle neoavanguardie attraverso un ritorno a materiali e tecniche pittoriche tradizionali e una figurazione dai tratti espressionisti, talvolta con un recupero di motivi e forme del passato. La transavanguardia teorizzava un ritorno alla manualità, alla gioia ed ai colori della pittura dopo alcuni anni di dominazione dell'arte concettuale. Il movimento, teorizzato e sistematizzato dal critico Achille Bonito Oliva, vide protagonisti un quintetto di artisti: Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. Nel 1979, ad Acireale, una mostra curata da Bonito Oliva, Opere fatte ad Arte, poneva le basi della corrente artistica che poi venne consacrata alla Biennale di Venezia del 1980.

At Glauco Cavaciuti's art gallery from 29 October 2020 we can take a Look at the transavantgarde, admiring the works of three of the artists who founded it: Sandro Chia, Nicola De Maria and Mimmo Paladino. The avant-gardes worked under the banner of a linear linguistic evolution that took its moves from noble ancestors, that is the historical avant-gardes. The economic, cultural, political and moral crisis of the 1970s has shown that history proceeds by unforeseen plans, not linearly. Starting from this assumption, the transavantgarde, as a movement of transition, cultural nomadism and the recovery of painting, has proposed to overcome the abstract-conceptual language of the neoavantgardes through a return to traditional painting materials and techniques and a figuration with expressionist traits, with a recovery of motifs and forms of the past. The transavantgarde theorized a return to manual skills, the joy and colors of painting after a few years of domination of conceptual art. The movement, theorized and systematized by the art critic Achille Bonito Oliva, featured a quintet of artists: Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria and Mimmo Paladino. In 1979, in Acireale, an exhibition curated by Bonito Oliva, Works made to art, laid the foundations of the artistic current which was then consecrated at the Venice Biennale in 1980.

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