MASSIMO DE CARLO

La galleria Massimo De Carlo ha presentato dal 7 novembre 2020 al 16 gennaio 2021 la mostra Chess Game dedicata alle opere di Carl Andre (1935) e Alighiero Boetti (1940‐1994), due tra i più importanti protagonisti della scena artistica internazionale del XX secolo.
La mostra si concentra sulle affinità e le differenze tra i due autori nel generale clima di rinnovamento del linguaggio artistico che ha attraversato gli Stati Uniti e l’Europa negli anni ’60 e ’70 e presenta una serie di opere straordinarie, tra le più significative nell’ambito della produzione dei primi vent’anni di ciascuno dei due artisti. Sia Andre che Boetti  hanno preso parte ad alcune mostre fondamentali di quella stagione come When Attitudes Become Form, Kunsthalle Bern, 1969 a cura di Harald Szeemann; Conceptual Art, Arte Povera, Land Art, Galleria Civica  d’Arte Moderna, Torino, 1970 a cura di Germano Celant; Contemporanea Roma, parcheggio di Villa Borghese, Roma, 1973-74 a cura di Achille Bonito Oliva. Carl ricorda, inoltre, di aver conosciuto Alighiero presso la Galleria Sperone di Torino dove entrambi esposero in varie occasioni. La mostra Chess Game –titolo che evoca la passione di entrambi gli artisti per la scacchiera, il modulo del quadrato, il gioco della dama – intende indagare il loro comune coinvolgimento con il linguaggio, la parola, l’alfabeto, le lettere intese come unità ordinate o casuali, statiche o dinamiche con cui delineare complessi universi visivi. Moduli elementari si attivano in combinazioni geometriche sulla pagina bianca o nello spazio dell’ambiente: frequentatori di alfabeti, dunque, ma anche sperimentatori di materiali, Andre e Boetti realizzano installazioni a pavimento che affermano la loro presenza senza alcuna implicazione simbolica e nellatotale aderenza al materiale preesistente. In mostra, per esempio, un pavimento in eternit, Eternit (pavimento) del 1967, di Boetti dialoga con una scultura in cedro rosso, Strakedel 1960 di Andre, oppure l’opera Mancorrente del 1966 in ferro dell’artista italiano si confronta con 13 copper triode (1975) in rame dell’americano. O ancora, passando alle prove giovanili bidimensionali di entrambi, Contatore del 1967 di Alighiero si confronta con una carta carbone su carta di Carl, intitolata 000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000, 1958-1963. Chess Game presenta lavori giovanili di Carl Andre antecedenti alle sue celebri sculture a pavimento, ovvero le opere su carta, in gran parte scritture in versi dattiloscritti datate tra il 1958 e il 1963, realizzate con una macchina da scrivere manuale che possono essere lette come versi o apprezzate per la loro strutturata composizione visiva. Queste opere su carta anticipano intuizioni estetiche e concettuali che caratterizzeranno l’intera produzione di Andre come la ripetizione reiterata o l’impiego di un modulo preesistente sempre uguale. L’artista dichiara infatti di tagliare i testi come il legno, o di battere i tasti della macchina da scrivere come un martello sul foglio; nel 1975 Carl Andre diceva “my interest in elements or particles in sculpture is paralleled by my interest in word as particles of language” (il mio interesse per gli elementi e le parti che compongono una scultura trova un parallelo nel mio interesse per la singola parola, che è la particella del linguaggio)3. In questa dinamica tra bidimensionale e tridimensionale, poesia visiva e scultura, Chess Game è l’occasione per ammirare per la prima volta una serie di opere modulari a pavimento, inacciaio, rame, alluminio, legno nello straordinario contesto razionalista di Casa Corbellini-Wassermann. Il dialogo tra Boetti, concettuale, e Andre, minimalista, procede dunque in mostra sui due piani paralleli, ovvero delle sculture e delle opere bidimensionali. Boetti esordisce con le sue prime sperimentazioni materiche nell’ambito dell’Arte povera nel 1967 con una personale alla Galleria Stein di Torino, di cui due sculture sono oggi esposte in mostra. Da quel momento la sua pratica è caratterizzata da una inesausta varietà di media e di tecniche e, al contempo, da una costante coerenza nella concezione della realtà e dell’arte. La mostra documenta inoltre come, a partire dalla metà degli anni ‘70, l’Ordine e Disordine dei fenomeni di realtà vengono esplorati da Boetti alla ricerca di un sistema di regole, leggi, criteri ordinatori che dettano la configurazione dell’opera su superfici bidimensionali.

La scelta di mettere in scena un dialogo tra le opere di Andre e Boetti non poteva trovare teatro più spettacolare di Casa Corbellini-Wassermann, edificata tra il 1934 e il 1936 dall’architetto razionalista Piero Portaluppi. Lo spazio domestico, oggi spazio espositivo, è articolato in una sequenza non lineare di ambienti ed è caratterizzato da un uso attento di materiali preziosi, marmo, legno e leghe metalliche con una ricercatissima cura dei dettagli. Un connubio di suggestioni razionaliste e precisione ossessiva perfetti per ospitare un Chess Game tra Carl Andre e Alighiero Boetti. La mostra Chess Game è a cura di Bettina Della Casa, curatrice free-lance e direttrice della Fondazione Giulio e Anna Paolini di Torino.

1 Smith, K. (2004). The Museum of Modern Art,MoMA Highlights. New York: The Museum of Modern Art, p. 283.
2 Boetti, A. (2015). Niente da vedere, niente da nascondere. In Bonito Oliva, A. (a cura di), Alighiero & Boetti. Mettere all’arte il mondo1993-1962. Milano: Electa, p. 215.
3 Andre, C., Meyer, J. (ed.) (2005). Cuts: Texts 1959 –2004. Cambridge: MIT Press, 2005, p.214. 

Massimo De Carlo presents Chess Game, an exhibition dedicated to Carl Andre (1935) and Alighiero Boetti (1940‐1994), two artists who played a pivotal role in the international art scene of the XX Century. The exhibition focuses on affinities and contrasts in Carl Andre and Alighiero Boetti’s practice during the renewal of the artistic language which arose in America and Europe between the 1960s and 1970s, and presents a selection of the most significant artworks in each artist’s first twenty years of production. The show is curated by Bettina Della Casa and took place from the 7th of November, 2020 to the 16th of January2021. Both Carl Andre and Alighiero Boetti have participated in some key exhibitions of the season, such as When Attitudes Become Form, Kunsthalle Bern, curated by Harald Szeemann; Conceptual Art, Arte Povera, Land Art, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino, 1970 curated by Germano Celant; Contemporanea Roma, Villa Borghese’s parking lot, Rome, 1973-74, curated by Achille Bonito Oliva. Indeed, Andre remembers having met Alighiero at Sperone Gallery, where both Carl Andre and Alighiero Boetti have repeatedly exhibited. Chess Game - a title that evokes the shared passion for the chessboard, the module of the square and the Dame (Draughts) - examines Carl Andre and Alighiero Boetti’s common interest for the language and the alphabet as a set of ordered or random units which create complex visual universes. For both the artists, the elementary modules are activated in geometric combinations on the white page as in the environment: Andre and Boetti create sculptures and floor installations which declare their physical presence without any symbolic implication and in complete accordance with the pre-existing material. Among the exhibited artworks, Boetti’s fiber cement work titled Eternit (pavimento) from 1967, establishes a dialogue with Andre’s red cedar sculpture Strake(1960); the steel artwork titled Mancorrente (1966) by the Italian artist faces the American’s 13 copper triode (1975). Or, for example, Contatore (1967) by Alighiero deals with Carl’s 000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000, a typewriter carbon on paper dated 1958-1963, just to mention two-dimensional early works by both artists. Chess Game features early works by Carl Andre, works on paper -mostly typewritten verses dated between 1958 and 1963, composed on a manual typewriter, that can be read both as verses and appreciated as visual compositions. The works on paper anticipated some aesthetic and conceptual intuitions that will have characterized Andre's entire production, such as the reiterated repetition and the use of a pre-existing module. Indeed, the artist claims to cut texts like wood or to hit the keys of the typewriter like a hammer on paper. In 1975 Carl Andre stated: “My interest inelements or particles in sculpture is paralleled by my interest in word as particles of language”3. In thisdynamicbetween two-dimensionality and three-dimensionality, from visual poetry to sculpture, Chess Game is the occasion to admire for the first-time modular floor installations made of different materials such as steel, copper, aluminium, and wood exhibited within the extraordinary rationalist spaces of Casa Corbellini-Wasserman.Through the exhibition, the dialogue between Boetti’s conceptual perspective and theminimalperspectiveof Andre proceeds on two parallel planes: that of two-dimensional works and that of sculptures.Within the context of the Arte Povera movement, Boetti began experimenting with unconventional materials and in 1967 he had his first solo show at Stein Gallery in Turin (some of those works exhibited are included in this show). Since then, Boetti’s entire practice is characterized by an inexhaustible and boundless variety of media and techniques and, at the same time, by a constant consistencyin the conception of reality and art.The exhibition also shows how, starting from the mid-1970s, the artist began exploring order and disorder, reality’s phenomena in order to define a system of rules and laws that determinatesthe configuration of the work on two-dimensional surfaces.

The choice to stage a dialogue among Andre and Boetti ‘s work could not have found a more spectacular theatre than Casa Corbellini-Wassermann, built between 1934 and 1936 by the iconic Milanese architect Piero Portaluppi. The once domestic space is characterizedby a non-linear sequence of rooms andacareful use of precious materialssuch asmarbles, wood and metal alloys with a very refined attention to detail. Thecombination of rationalist suggestions with anobsessive precision reveals to be the perfect placeto host a Chess Gamebetween Carl Andre and Alighiero Boetti .Chess Game is curated by Bettina Della Casa, free-lance curator and Director of Giulio and Anna Paolini Foundation, Turin.

 

1 Smith, K. (2004). The Museum of Modern Art,MoMA Highlights.New York: The Museum of Modern Art, p. 283.
2 Boetti, A. (2015). Niente da vedere, niente da nascondere. In Bonito Oliva, A. (a cura di), Alighiero & Boetti. Mettere all’arte il mondo1993-1962. Milano: Electa, p. 215.
3 Andre, C., Meyer, J. (ed) (2005). Cuts: Texts 1959 –2004. Cambridge: MIT Press, p. 214

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