Estetiche della geolocalizzazione e AI & Conflicts vol. 2

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Estetiche della geolocalizzazione: Pratiche artistiche e media locativi
Paolo Berti
Italiano
340 pagine
Sapienza Università editrice
2025

La geolocalizzazione, originariamente sviluppata come tecnologia a uso militare e oggi parte integrante della vita quotidiana, ha trasformato radicalmente il rapporto con lo spazio pubblico. Partendo da questo presupposto, il libro esplora la genesi e l’evoluzione dei locative media, forme di comunicazione digitale legate alla posizione geografica, analizzandone la metamorfosi in uno strumento di mediazione artistica emerso parallelamente ai primi utilizzi civili del tracciamento satellitare. La tendenza si consolida nei primi anni Duemila come risposta post-desktop alla net art, sfruttando il potenziale performativo delle reti mobili. Ricevitori e dispositivi personali ridefiniscono l’idea stessa di spazio di vita, modulando la percezione di scala tra distanze geografiche e rappresentazione mediata del territorio; un ambito in cui si aprono riflessioni sul corpo dell’artista come elemento attivo di misurazione, connessione e mappatura critica di sistemi di controllo.

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AI & Conflicts vol. 2
A cura di Daniela Cotimbo, Francesco D’Abbraccio and Andrea Facchetti
Contributi Pasquinelli, Buschek & Thorp, Salvaggio, Steyerl, Dzodan, Klein & D’Ignazio, Lee, Quaranta, Atairu, Herndon & Dryhurst, Simnett, Woodgate, Shabara, Ridler, Wu & Ramos, Blas, Hui
Krisis publishing
2025
Italiano
400 pagine


L’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia: è un dispositivo di potere che riconfigura economie, culture e sistemi di rappresentazione. AI & Conflicts 02 esplora la cosiddetta “estate dell’AI”, analizzando le tensioni tra l’utopia tecnologica promossa dalle big tech e le frizioni politiche, etiche ed estetiche che ne emergono.
Da un lato, l’AI agisce come un motore di estrazione, che plasma lavoro, creatività e conoscenza secondo logiche proprietarie e opache. Dall’altro, artist* e teoric* rispondono con strategie di resistenza e risignificazione, esplorando le possibilità di un’intelligenza artificiale situata, capace di sfidare i modelli dominanti.
Attraverso prospettive interdisciplinari, il volume traccia un percorso tra dataset coloniali, bias di genere e appropriazione della cultura visiva, interrogando il significato stesso di autorialità e creatività nell’era dell’apprendimento automatico. L’AI non è un oracolo neutrale: è un campo di battaglia in cui immaginari, categorie epistemiche e decisioni politiche si intrecciano. Questo libro prova a osservarlo da dentro, proponendo nuovi strumenti critici per navigarlo.